6 lezioni da “Fuga per la vittoria”

Se cerchi lezioni e consigli di coaching, mentalità vincente e teamworking, il cinema e lo sport possono esserti sicuramente d’aiuto: nel film Fuga per la vittoria di John Huston (1981) ce ne sono molti.

Idee applicabili in qualsiasi campo: sport, aziende, gruppi, vita personale.

Trovarsi in un ambiente ostile e in una situazione difficile. Partire sfavoriti e compiere un’impresa. Fare squadra e affrontare le difficoltà. Essere posti di fronte a un bivio: fuggire, o giocare a testa alta, nonostante tutto.

Questi e altri gli insegnamenti che ci arrivano da un film ormai uscito oltre trentacinque anni fa, ma ancora capace di entusiasmare grazie al suo continuo crescendo di emozioni. Vediamone almeno 6.

1) Mai aver paura di andare in campo: giocarsi sempre il risultato con onore

Per tutto il film i protagonisti tentano una fuga verso la libertà. Riusciranno però nel loro intento soltanto alla fine e dalla porta principale, senza ricorrere a scorciatoie e sotterfugi. “Hatch, se scappiamo ora, perdiamo più di una partita”: così Luis Fernandez (interpretato da Pelè) convince il portiere Hatch (Sylvester Stallone) a restare in campo e a non scappare di nascosto, nell’intervallo della partita tra tedeschi e prigionieri alleati.

2) Reagire alle avversità: fare quadrato e rimanere squadra

Gli Alleati non si tirano mai indietro di fronte all’ambiente ostile e alle intimidazioni, ma continuano a lottare e riescono nell’impresa. “Ne abbiamo prese abbastanza, ragazzi. Adesso diamogliele anche noi“: con queste parole il capitano John Colby (Michael Caine) sprona i compagni a un certo punto della partita, quando la situazione sembra diventare insostenibile.

3) Prepararsi nel modo migliore con quello che si ha

Gli Alleati si allenano su un campo polveroso, all’inizio non hanno neppure maglie e scarpe adatte. Però non fanno mai mancare l’impegno e si preparano adeguatamente al match contro avversari più potenti, allenati e organizzati. Niente scuse: si fa il meglio possibile con le risorse a disposizione.

4) Riconoscere i propri limiti e cercarsi il ruolo più congeniale

Alla lunga si può essere decisivi, anche se all’inizio tutto può far pensare il contrario. Hatch-Stallone, giocatore molto scarso con il pallone tra i piedi, si improvvisa portiere. Dopo mille peripezie, si ritroverà a parare il rigore decisivo, mandando la folla in tripudio.

5) Rispettare le regole e l’avversario: mettere la lealtà davanti a tutto

John Colby, allenatore e capitano degli Alleati, nel corso del film ripete due volte al maggiore tedesco Von Steiner (Max Von Sydow) la frase: “Come ufficiale e come sportivo, lei ha l’obbligo di darmi almeno una possibilità di vincere“.

6) Lo sport come mezzo di libertà e abbattimento delle barriere

E’ la grande tematica che attraversa tutto il film. Il calcio come valido antidoto alla politica, ai giochi di potere e alla guerra.

E se tutto questo non bastasse, come ulteriore motivazione, niente di meglio che questa scena del film!

 

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