I palloni dei Mondiali di calcio

Dal Telstar al Telstar: Adidas, dal 1970 storico fornitore dei palloni ufficiali dei Mondiali di calcio FIFA, ha realizzato quello per Russia 2018, il Telstar 18.

Si tratta di una rivisitazione in chiave attuale del pallone di Messico ’70, che costituì un’importante svolta rispetto al passato: non più il tradizionale, artigianale e anche pesantuccio pallone marrone o arancione composto da 18 strisce di cuoio cucite a mano, ma una sfera innovativa e iconica, dai colori bianco e nero, progenitrice di tutti i modelli successivi.

Oggi il pallone da calcio è un prodotto all’avanguardia, frutto di studi, sperimentazioni e progressi nella tecnologia e nel design, fulcro di un business milionario. Perché in fondo, il cuore del calcio non può essere che lui: il pallone.

Ripercorriamo questa evoluzione, affiancandola a quella dei palloni degli Europei di calcio di cui avevamo parlato qui.

Telstar (Messico 1970)

Il nome Telstar è una fusione di Television Star, ma è anche il nome del primo satellite artificiale per le telecomunicazioni, la cui forma richiamava proprio un pallone. Siamo negli anni delle conquiste spaziali e la caratteristica alla base del nuovo pallone Adidas è una visibilità in tv nettamente migliore rispetto ai precedenti. Il design resterà un classico: il Telstar è composto da 32 pannelli di cuoio, 12 pentagoni neri e 20 esagoni bianchi, e la sua forma rimarrà marchiata a fuoco nell’immaginario collettivo. Il primo Telstar era già stato introdotto agli Europei del 1968, ma la nuova configurazione del pallone da calcio era già stata introdotta alcuni anni prima, nel 1962, dalla casa danese Select Sport.

Telstar Durlast (Germania 1974)

Praticamente una copia del primo Telstar, il Telstar Durlast è il pallone ufficiale dei Mondiali che si giocarono nell’allora Germania Ovest, vinto dai padroni di casa contro l’Olanda del calcio totale. Il progresso tecnologico già comincia a correre: nel Telstar edizione 1974, al semplice cuoio è aggiunto un rivestimento in poliuretano che ne favorisce l’impermeabilità e la protezione da eventuali danneggiamenti quali rigature e squarci. Oltre al Telstar Elast viene presentato anche Adidas Chile, un pallone interamente bianco così chiamato in omaggio ai Mondiali di dodici anni prima, Cile 1962, in cui fu utilizzata una sfera di colore più chiaro.

palloni tangoTango (Argentina 1978)

Chiamato come il ballo che più di ogni altra cosa rappresenta la storia e la cultura dell’Argentina, il Tango è diventato uno dei modelli più conosciuti e venduti in assoluto. Una vera e propria icona dei successivi anni ’80 e non solo, anche se i Mondiali del ’78 sono tristemente ricordati per il regime dittatoriale che opprimeva l’Argentina e che sfrutta la popolarità del calcio a fini politici. Il Tango ha lo stesso numero di pannelli del modello Telstar, ma sono tutti bianchi e il design decorativo non segue la forma delle cuciture: vengono proposte, infatti, delle triadi con lati concavi che compongono un effetto visivo di 12 cerchi.

Tango España (Spagna 1982)

Gemello in tutto e per tutto del Tango di quattro anni prima, il Tango España è il pallone che gli Azzurri – e in particolare Paolo Rossi – spediscono nella rete di Argentina, Brasile, Polonia e Germania Ovest, conquistando una memorabile edizione dei Mondiali. Si tratta di un pallone nettamente migliorato soprattutto nell’impermeabilità delle cuciture tra un pannello e l’altro, al fine di ridurre le infiltrazioni di acqua nelle partite di pioggia e quindi di mantenersi leggero. Tuttavia non funziona completamente, in quanto in alcune occasioni viene sostituito a partita in corso. Il Tango España è l’ultimo pallone realizzato al 100 per cento in vero cuoio.

Azteca Mexico (Messico 1986)

Tornato di nuovo in Messico dopo appena sedici anni, a causa della rinuncia in corsa della Colombia, il Mondiale di calcio 1986 ha come pallone ufficiale l’Azteca Mexico, il primo interamente realizzato in materiali sintetici. Una sfera sempre più leggera, sicura e impermeabile. Il design riprende le triadi del Tango, con la differenza che non sono più interamente colorate di nero, ma vengono elaborate in un complesso motivo decorativo ispirato alla civiltà azteca e alle sue testimonianze architettoniche. L’Azteca Mexico è il pallone che Diego Armando Maradona, nel quarto di finale con l’Inghilterra, manda nella porta avversaria con la “mano de Dios” e che, qualche minuto dopo, porta con sé da oltre la metà campo segnando il “gol del secolo”.

palloni etrusco unicoEtrusco Unico (Italia 1990)

Per il pallone ufficiale dei Mondiali delle “notti magiche”, si prosegue con il design del Tango. Con l’Etrusco Unico, nelle triadi nere vengono inseriti però nuovi motivi decorativi, per rappresentare l’Italia, nazione ospitante. Questa volta i disegni sono ispirati alla civiltà degli Etruschi, una delle più importanti popolazioni autoctone della penisola: un fregio, ripreso dall’architettura dei templi, e tre teste di leone. L’Etrusco Unico è il primo pallone Adidas a contenere uno strato interno di schiuma di poliuretano nero. Questo modello di pallone è accompagnato da una versione di scarpini da calcio che hanno lo stesso nome e riportano sulla linguetta nome e motivi del pallone.

Questra (USA 1994)

Nonostante il soccer non goda ancora di grande sviluppo, gli Stati Uniti dei grandi sponsor riescono a ottenere l’organizzazione del Mondiale 1994. Per l’occasione Adidas sforna il pallone Questra, un nome che deriva da un antico termine anglosassone significante “The Quest for the Star”, la ricerca delle stelle: il tema ideale, nella nazione che per prima ha mandato esseri umani sulla Luna. Il Questra riprende ancora il design Tango, ma all’interno delle triadi inserisce un motivo ispirato allo spazio, dal momento che nel 1994 ricorre il venticinquesimo anniversario dell’Apollo 11. Il Questra è un pallone più leggero e controllabile, caratterizzato dall’impiego di cinque materiali differenti e con un rivestimento in polistirene: tutto ciò gli conferisce, una volta calciato, una maggiore accelerazione e anche un’elevata morbidezza nel controllo.

Tricolore (Francia 1998)

Così come avvenuto con il Questra Europa agli Europei 1996, anche per il pallone ufficiale dei Mondiali di Francia 1998 si abbandona il classico bianco e nero e si introducono per la prima volta i colori, in questo caso il blu e il rosso del paese ospitante. Il design complessivo non cambia, ma nelle triadi – i cui motivi interni richiamano leggermente l’Etrusco Unico – compare un triplice e stilizzato galletto, il simbolo dei transalpini. Tricolore è il primo pallone fabbricato da Adidas fuori dall’Europa (è realizzato in Marocco e in Indonesia), attraverso l’impiego di materiali e procedure ancor più sofisticate, come il rivestimento di schiuma sintetica e una rete di microsfere ad alta durabilità sigillate e riempite di un leggero gas.

Fevernova (Corea e Giappone 2002)

Nel 2002 cambia tutto: via il Tango-design e addirittura via il bianco come colore di fondo. Per il primo mondiale in Asia, il Fevernova è un pallone che da un lato fa ricorso a tecnologie ancora più avanzate e dall’altro propone un aspetto strettamente legato alla cultura orientale. Il bianco dei 32 pannelli è sostituito da una tonalità più calda, con un pattern di microcelle simile a un alveare. Il triplice motivo, che richiama sempre il brand Adidas e che prima era contenuto nelle triadi interne, questa volta è molto più grande, nei colori grigio-rosso-oro e si ispira al tomoe, un simbolo arcaico giapponese. Adidas Fevernova è molto criticato dal calciatori per l’eccessiva leggerezza e le imprevedibili traiettorie.

+Teamgeist 2006 (Germania 2006)

Per il Mondiale che in Italia tutti ricordano bene, Adidas, che in Germania gioca in casa, presenta un’altra rivoluzione nel pallone ufficiale. Scompaiono per la prima volta dal 1970 i canonici 32 pannelli pentagonali ed esagonali, che diventano soltanto 14, termosaldati tra loro e di forma curva. L’Adidas Teamgeist – il + che precede il nome è uno stratagemma per ovviare all’utilizzo della parola Teamgeist, che è un marchio già registrato e significa “spirito di squadra” – propone motivi in nero con bordini in oro in omaggio ai colori della nazionale tedesca. Due le novità importanti: per ciascuna partita viene utilizzato un pallone dedicato, che riporta i nomi delle squadre, la data e il luogo della partita; per la finale, quella che gli Azzurri vinsero ai rigori contro la Francia, è impiegata una versione limitata, il +Teamgeist Berlin, con motivi in color oro.

Jabulani (Sudafrica 2010)

Per il primo Mondiale nel continente africano, Adidas presenta Jabulani, termine che in lingua zulu significa “esultare”, “festeggiare”. I pannelli termosaldati da 14 diventano appena 8 e presentano un tema decorativo a 11 colori, 11 come i giocatori di una squadra di calcio, le lingue ufficiali della “Nazione Arcobaleno” e delle comunità sudafricane. Per il pallone Jabulani sono utilizzati materiali all’avanguardia come l’acetato vinil-etilenico e i poliuretani termoplastici, oltre a un miglioramento dell’aerodinamica grazie alla tecnologia Grip’n’Groove, un brevetto Adidas. Anche in Sudafrica è prevista una versione speciale e “dorata” del pallone della finale, il Jo’bulani, così chiamato dal fatto che l’atto conclusivo – vinto dalla Spagna – si disputa a Johannesburg. Anche Jabulani, come accaduto con il Fevernova del 2002, riceve numerose critiche. Viene studiato persino dalla NASA che rileva che, grazie alla sua superficie relativamente più liscia, il pallone inizia a curvare alla velocità di 70-80 kmh, aspetto che coincide con la tipica traiettoria di una palla in seguito a un tiro a effetto.

Brazuca (Brasile 2014)

Siamo ormai nell’era dei social media e il Brazuca, pallone ufficiale Adidas dei Mondiali 2014 ospitati dal Brasile, è il primo pallone ad avere addirittura un profilo Twitter. Il nome Brazuca ha tre differenti letture: è un nome che indica l’orgoglio brasiliano oppure una crasi tra “Brasile” e “bazooka” (grazie alla velocità che è in grado di assumere) o ancora un termine che si riferisce a un cittadino brasiliano di terza classe, ora finalmente portato alla ribalta. Il design, molto particolare e coloratissimo (verde, blu, rosso, arancio, nero), richiama i braccialetti portafortuna brasiliani. Per la finale viene utilizzato il Brazuca Final Rio, una versione con motivi gialli e verdi. Nel Brazuca i pannelli sono sempre meno, appena 6, tutti in poliuretano, per far mantenere lo stesso peso e morbidezza alla palla anche con pioggia. Piace molto di più ai giocatori.

Telstar 18 (Russia 2018)

Per i Mondiali 2018 che si svolgeranno in Russia, Adidas ha realizzato Telstar 18. Il nome è un chiaro riferimento al pallone degli anni ’70, quello che cambiò tutto. Il design ne propone una reinterpretazione in chiave odierna, con pannelli di forma più squadrata rispetto alle ultime edizioni, e in cui gli inserti neri – ispirati ai primitivi pentagoni – sono stilizzati e presentano un effetto pixel. Se il Telstar originario voleva essere una “star della televisione” in un epoca di fortissimo sviluppo delle telecomunicazioni, il Telstar 18 sarà sicuramente un protagonista su internet mobile: nella versione ufficiale delle partite, contiene un chip NFC integrato che permette di interagire con il pallone attraverso uno smartphone, avendo accesso a contenuti personalizzati e informazioni esclusive. Benvenuti nel futuro, anche nei palloni dei Mondiali.

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