Pyeongchang, da non confondere con…

La ventitreesima edizione dei Giochi olimpici invernali è in programma a Pyeongchang in Corea del Sud dal 9 al 25 febbraio 2018 e apre un trittico di Olimpiadi tutte asiatiche, dal momento che le successive saranno Tokyo 2020 e Pechino 2022, prima di tornare in Europa con Parigi 2024.

“No, non è quella”

Pyeongchang: a sentirlo per la prima volta, è un nome che potrebbe creare qualche confusione. Infatti, è piuttosto immediata l’assonanza e la somiglianza con la più nota Pyongyang, la capitale di quella Corea del Nord quotidiana protagonista delle tensioni politiche internazionali e non così distante, almeno in termini chilometrici (circa 100), dalla sede dei Giochi.

Pyeongchang è invece una contea della Corea del Sud. Come è noto, sono anni luce – e non certo pochi chilometri – a separare invece la condizione economica, sociale, culturale delle due Coree, tra l’arretrato regime dittatoriale di Kim Jong-un e la ricca repubblica filo-occidentale del Sud. Che per la seconda volta, a distanza di 30 anni dai Giochi estivi di Seul, ha ottenuto l’organizzazione di un’Olimpiade grazie alla vittoria di Pyeongchang nella sessione del Comitato Olimpico Internazionale di Durban nel 2011, in cui ha stravinto sulle concorrenti Monaco di Baviera e Annecy.

Pyeongchang, sui monti Taebaek

Dove si trova Pyeongchang? A 700 metri di altitudine sui monti Taebaek, nella provincia del Gangwon, e stando alle previsioni nei giorni dei Giochi olimpici farà pure parecchio freddo. Attrattiva turistica della zona sono i templi buddisti, in particolare quello di Woljeongsa, quartier generale del buddismo coreano Jogye le cui radici risalgono a oltre 1200 anni fa.

Quello di Pyeongchang è un comprensorio sciistico specializzato nello sci nordico e ha ospitato una tappa della Coppa del Mondo di biathlon nel 2008 e i campionati mondiali, sempre di biathlon, l’anno successivo. La contea di Pyeongchang si trova a circa 180 chilometri a est dalle luci di Seul e qui vive una popolazione di circa 50 mila persone. Come già avvenuto quattro anni fa nei Giochi di Sochi, in Russia, anche questa volta le montagne saranno vicine al mare: la città costiera di Gangneung, sempre nella provincia del Gangwon, ospiterà le gare di hockey su ghiaccio, curling e pattinaggio di velocità, figura e short track.

Le sedi dei Giochi

L’altra principale città dei Giochi 2018 è Daegwayllyeong, sede delle cerimonie di apertura e di chiusura e delle gare di biathlon, combinata nordica, salto con gli sci, sci di fondo, bob, slittino, skeleton e sci alpino (slalom gigante e speciale). Qui è stato costruito, non senza qualche difficoltà, lo Stadio Olimpico, un impianto temporaneo da 35 mila posti a pianta pentagonale, che sarà smantellato alla fine della kermesse. Per rientrare in tempi e costi, è stato realizzato senza copertura: tuttavia per ovviare alle non semplici condizioni meteorologiche, è stato dotato di grandi paraventi per proteggerlo dalle intemperie. Le gare si terranno nella stazione di Alpensia, una parola che nasce dalla fusione di “Alpi“, “Asia” e “Fantasia” e che quindi significa “Le fantastiche Alpi dell’Asia“.

Altre città coinvolte sono Bongpyeong (freestyle, snowboard) e Bukpyeong (sci alpino discesa libera, supergigante, supercombinata). Doppio il villaggio olimpico, uno nella contea di Pyeongchang e l’altro a Gangneung, località separate da circa un’ora d’auto.

A Pyeongchang 2018, circa 3000 atleti provenienti da 100 paesi gareggeranno nelle 15 discipline del programma olimpico. I Giochi sono sempre l’occasione in cui sport di solito lontani dai riflettori, con tutto il loro patrimonio di storie e curiosità, hanno il loro momento di gloria. E in cui si rifletteranno inevitabilmente le situazioni extra-sportive di interesse internazionale: saprà lo sport, ancora una volta, essere un veicolo di rispetto e fratellanza tra popoli, culture e ideologie diverse?

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