Spagna, corsa allo stadio

I quattro club più prestigiosi di Spagna stanno mettendo mano ai loro stadi, per adeguarli alle esigenze e alle sfide del calcio di oggi.

Nel giro di pochi anni – salvo ritardi di natura burocratica, che come in Italia sono il fattore più temuto – Barcellona, Real Madrid e Atletico Madrid e Valencia accoglieranno i tifosi in impianti rinnovati e migliorati: in ballo progetti per 1 miliardo e mezzo di euro, di cui quello in fase più avanzata è lo stadio dell’Atletico. La quinta grande della Liga, l’Athletic Bilbao, ha già inaugurato il nuovo San Mames nel 2013. Vediamo le altre quattro.

Barcellona

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Il Camp Nou, leggendario teatro delle imprese della formazione blaugrana, passerà dagli attuali 99.354 posti a sedere a circa 105 mila, confermandosi come stadio più capiente d’Europa. Il progetto è firmato dagli architetti Joan Pascual, catalano, e Nikken Sekei, giapponese. I lavori, salvo ritardi burocratici, inizieranno nel corso del 2017 prolungandosi fino al 2020-2021. Nel frattempo il Barcellona potrà continuare a usufruire del Camp Nou per le sue partite interne.

Il progetto ha come linea guida la trasparenza: l’esterno sarà senza rivestimento e dallo stadio si potrà ammirare il panorama della città. Tutte le tribune saranno coperte e, come necessario oggi, verrà aumentata l’ecosostenibilità dell’intero edificio. Ribattezzato per il momento Nou Camp Nou, in realtà lo stadio poterà il nome di uno sponsor, i cui proventi dei naming rights andranno a finanziare i 600 milioni complessivi del progetto Espai Barça che riguarda anche il nuovo palasport del basket da 12 mila posti e altri impianti della polisportiva blaugrana.

Real Madrid

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Il glorioso Santiago Bernabeu, casa del Real Madrid nonché stadio in cui l’Italia vinse la Coppa del Mondo 1982, subirà un consistente restyling che però non interesserà l’attuale capienza di 81.044 posti a sedere. I lavori, al pari di Barcellona, partiranno nel 2017 per concludersi intorno al 2020. Il progetto trasformerà l’impianto di Paseo de la Castellana in una specie di “astronave” con un tetto mobile che coprirà all’occorrenza anche il rettangolo di gioco.

Il rivestimento esterno funzionerà come un gigantesco maxischermo grazie al rivestimento dotato di illuminazione LED. La ristrutturazione implicherà una riqualificazione urbanistica della zona circostante, mentre gli uffici del club saranno trasferiti nella cittadella sportiva di Valdebebas. Costo dell’opera: 400 milioni. Il principale sponsor è il fondo d’investimento Ipic di Abu Dhabi, il cui marchio Cepsa potrebbe dare il nome al rinnovato Bernabeu.

Atletico Madrid

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Se non ci saranno intoppi, dalla stagione 2017-2018 l’Atletico Madrid lascerà lo storico stadio Vicente Calderon (che sarà abbattuto per lasciare posto a un parco) per trasferirsi alla “Peineta“, nome con cui è popolarmente chiamato, a causa della forma a ventaglio o a fermaglio per capelli della tribuna principale, l’Estadio Olimpico de Madrid.

Si tratta di un impianto un tempo comunale e oggi di proprietà dell’Atletico, esistente dal 1994 nella zona sud-est di Madrid e costruito come stadio per l’atletica leggera, in vista di successive candidature olimpiche della capitale iberica, mai andate a buon fine. Chiuso nel 2004, è stato rilevato dal club biancorosso che ne ha fatto la sua nuova casa.

Si chiamerà Wanda Metropolitano: Wanda dal nome del gruppo cinese che detiene il 20 per cento delle quote dell’Atletico; Metropolitano in memoria dell’antico stadio dei Colchoneros esistito fino al 1966. L’investimento è di 220 milioni di euro e sarà uno stadio ecosostenibile in grado di ospitare circa 67 mila spettatori. Il tetto avrà un’illuminazione particolare.

Valencia

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C’è anche il Valencia che entro il 2019, anno in cui festeggerà il suo centenario, giocherà in un nuovo stadio: il Nou Mestalla, impianto da 61 mila posti che esternamente apparirà come un enorme scarabeo in alluminio, mentre all’interno si disporrà su tre livelli, come nell’attuale Mestalla, destinato alla demolizione.

I lavori per il nuovo stadio valenciano iniziarono nel 2007, ma si fermarono presto a causa delle continue crisi economiche del club negli anni successivi all’apertura del cantiere. L’opera è ripresa nel 2015 grazie alle iniezioni di capitali dell’imprenditore Peter Lim di Singapore e l’investimento complessivo è di circa 300 milioni.

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