Libri di basket: “Basketball Journey” di Mamoli e Pettene

Basketball Journey di Alessandro Mamoli e Michele Pettene, edito da Rizzoli e uscito a fine 2019, è il libro dei sogni per chi ama il basket nel profondo.

Perché è nato dall’esperienza dei sogni: girare l’America on the road per raccontare la pallacanestro, visitare i suoi luoghi storici, incontrare i protagonisti. Il fascino irresistibile del basket americano raccontato dal vivo.

Basketball Journey, in viaggio per Naismith

Questo è il primo aspetto di cui tenere conto, nel momento in cui ci si appresta a iniziare il proprio viaggio attraverso le 352 pagine, corredate di foto a colori, che compongono il volume. Al giorno d’oggi, in un’epoca in cui tutto è disponibile attraverso il web, Google, i social e in cui per viaggiare con la fantasia basta un tap, ma in cui purtroppo per vari fattori nel giornalismo e nella scrittura le testimonianze sul campo si sono pericolosamente rarefatte, il bisogno di presa diretta si è fatto sempre più impellente.

Grazie ai loro pellegrinaggi nei posti che hanno fatto la storia del basket USA, i due autori offrono al pubblico quel valore aggiunto, in termini di qualità e coinvolgimento, che nessun internet, seppur con i suoi mille vantaggi, sarà mai capace di offrire.

alessandro mamoli michele pettene
Sul campo: Michele Pettene e Alessandro Mamoli.

C’è un altro dato non meno rilevante, in Basketball Journey: non è un libro sulla NBA. O meglio, parlando pur sempre di Stati Uniti, la NBA è sì presente, si affaccia a più riprese, ma lo fa in maniera più che altro indiretta. Ad esempio, ci sono Kobe Bryant e Wilt Chamberlain, ma si parla dei loro licei e di come viene (o non viene) gestita la loro legacy. C’è Larry Bird, ma solo per conoscere la casa dove è cresciuto, a French Lick, Indiana, oggi abitata da un’altra famiglia. Inutile, quindi, parlare di quelle cose che tutti sanno su giocatori e squadre NBA e che arrivano comodamente su ogni smartphone.

Basketball Journey parla di altro. È innanzitutto un tributo a James Naismith. L’omaggio al Professore apre e chiude i viaggi di Alessandro e Michele: dallo Springfield College, Massachusetts, dove in un gelido inizio d’inverno del 1891 il “Basket Ball” da una sua intuizione vide la luce, fino a Lawrence, Kansas, dove riposa per l’eternità il padre dello sport che amiamo e a cui tutti dobbiamo essere grati. Con puntata finale a Toronto, Canada, per chiudere idealmente un cerchio: Naismith era canadese dell’Ontario; nel 2019 per la prima volta il titolo NBA, vinto dai Toronto Raptors, ha varcato il confine settentrionale degli USA.

Le storie segrete e le “cattedrali” del basket

Centotrenta anni di storia e un numero imprecisato di miglia attraverso i crossroads che hanno segnato la storia del basket: questo è Basketball Journey. Appunti di viaggio, con tanto di colonna sonora ad hoc per ogni tappa e indicazioni su posti particolari per mangiare. E poi incontri, esperienze, testimonianze, riflessioni, parole di un’avventura che racconta gli USA attraverso il basket. Quel basket su cui, così come avvenuto per altri sport, gli americani hanno costruito una sorta di epica nazionale, vivendo in una nazione che vanta così pochi secoli di storia. E che da lì è diventato popolare in tutto il mondo.

the palestra philadelphia
A Philly basta un nome: The Palestra.

Una parte significativa del libro è riservata alle vicende, a lungo dimenticate, del black basketball, la pallacanestro degli afroamericani. Mamoli e Pettene raccontano storie eccezionali, per decenni relegate nell’oblio dalle sistemiche discriminazioni di una società ammorbata dalla segregazione razziale e dal fatto che allora i mezzi di comunicazione non erano certo quelli di oggi. Ecco così la Crispus Attucks High School di Indianapolis, il liceo di Oscar Robertson, che al razzismo di stato rispose diventando orgogliosamente una scuola di altissimo livello accademico. Oppure Washington, dove agli inizi del ‘900 furono attivi Edwin Henderson e la squadra della Howard University, pionieri di uno sport che gli afroamericani avrebbero finito per dominare. E poi il basket di strada, i playground della Goodman League dove si gioca duro in un contesto ancor più duro come il quartiere di Barry Farm.

Basketball Journey tocca le “cattedrali” della palla a spicchi, come The Palestra a Philadelphia, la Hershey Arena dove Wilt segnò 100 punti o la Hoosier Gym di Knightstown, Indiana, set del film Hoosiers – Colpo vincente. Ci narra le due più grandi rivalità universitarie, le loro radici, i loro rituali: North Carolina vs Duke e Kentucky vs Louisville, con un’incursione nella ABA, la lega che inventò il tiro da tre. Ci fa conoscere, entrambi in Indiana, lo stato del basket per eccellenza, l’ormai ultraottantenne Bobby Plump, l’uomo del Milan Miracle del 1954 e la Silent Night della sperduta Taylor University, stravagante usanza dicembrina tra sacro e profano che poteva nascere e prosperare soltanto nel mondo dei college USA.

Queste e altre le storie che Alessandro Mamoli e Michele Pettene, nel loro viaggio alla ricerca delle radici dello sport che così tanto ci fa sognare, raccontano in Basketball Journey con precisione, passione e con quella emozione che senza averla provata in prima persona, sarebbe impossibile da trasmettere a chi legge o ascolta.

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