Il nuovo centro di allenamento dei Phoenix Suns

Il nuovo centro di allenamento dei Phoenix Suns e delle Phoenix Mercury di WNBA è il Verizon 5G Performance Center, svelato nello stesso giorno del Draft 2020.

Un investimento da 45 milioni di dollari, tutti in carico al proprietario Robert Sarver, con cui i Suns intendono lanciarsi nel futuro. Obiettivo: costruire una cultura vincente, dopo anni di lontananza dai vertici della NBA.

La nuova practice facility esprime la volontà della franchigia dell’Arizona di incrementare al massimo l’innovazione scientifica e tecnologica applicata alla performance sportiva. Investire in toto sull’atleta per aiutarlo a massimizzare il suo potenziale.

Il centro di allenamento sorge a nord-ovest di Phoenix all’ombra dell’iconica Camelback Mountain, non lontano dalla trendy città satellite di Scottsdale. Grazie alla partnership con Verizon si mette in atto una totale fusione tra struttura e tecnologia. Che, nelle intenzioni del management, dovrebbe fornire al club quel vantaggio competitivo da sfruttare per tornare in alto.

nuovo centro di allenamento dei phoenix suns
Foto: Dustin Revella / Suns.com.

Risorgere con il nuovo centro di allenamento dei Phoenix Suns

I Phoenix Suns erano rimasti una delle poche squadre NBA a non disporre di una struttura per l’allenamento di ultima generazione. Finora, infatti, avevano utilizzato il campo interno alla Talking Stick Resort Arena, costruita nel 1992 a downtown. Per il resto si appoggiavano a un centro medico in città.

Grazie alla lungimiranza della famiglia Colangelo, i Suns sono stati a lungo una franchigia all’avanguardia. Hanno toccato il top con le finali NBA 1993 perse contro i Chicago Bulls di Michael Jordan. Nel primo decennio dei Duemila hanno proposto l’esaltante basket 7-seconds-or-less di Mike D’Antoni e Steve Nash, periodo durante il quale Sarver ha acquisito la proprietà. Quindi, la parabola discendente. Oggi, a incarnare il nuovo spirito di Phoenix è il giovane general manager James Jones. Tre volte campione con Miami Heat e Cleveland Cavaliers da fedele scudiero di LeBron James, Jones vuole iniettare una mentalità vincente a tutti i livelli. Tecnologia e big data giocano un ruolo chiave per restituire competitività a tutto il team.

Questa struttura – dichiara Jones al sito ufficiale dei Suns – è stata progettata con un intento preciso. La mia speranza è mettere insieme analisi biometrica e performance in campo, così che coach e preparatori possano fare valutazioni critiche in partita, in allenamento e nel lavoro di sviluppo dei giocatori come mai prima d’ora. Per tutti questa è una grande opportunità di liberare il potenziale contenuto in ogni persona. In poche parole, voglio che siamo più smart ed efficienti. L’accesso ai dati in tempo reale può essere un fattore decisivo“.

Foto: Dustin Revella / Suns.com.

La tecnologia del Verizon 5G Performance Center

La peculiarità fondamentale del Verizon 5G Performance Center, come indica la denominazione stessa, è l’infrastruttura tecnologica: Verizon, il colosso statunitense delle telecomunicazioni, copre il posto con la banda ultralarga 5G. Il nuovo capitolo di una partnership attiva già dal 2012, quando i Suns furono la prima squadra NBA a integrare la tecnologia wireless con l’utilizzo dei tablet in panchina.

Attraverso tale iperconnettività, una piattaforma software dedicata e una serie di tecnologie per il tracciamento biometrico, il centro dei Suns si configura come un lab in grado di fornire, a velocità mai viste, dati e informazioni di ogni tipo sulla biomeccanica dei giocatori e sullo sviluppo del gioco. Su di essi si potranno impostare programmi personalizzati e di squadra, ottimizzando le performance individuali e collettive.

Resti ben chiaro che per vincere non basta la tecnologia e il fattore umano è sempre decisivo. Ma, come in ogni altro ambito, i dati possono essere di supporto nel migliorare quei dettagli che potrebbero orientare il risultato in un verso o nel’altro. Come, ad esempio, correggere la meccanica di un tiro o un angolo di movimento. Lo staff dei Phoenix Suns crede che queste innovazioni, inserite in un contesto volto alla crescita, possano essere determinanti e definire quel margine, spesso stretto, tra la vittoria e la sconfitta. Anche a livello dirigenziale i dati saranno integrati nel processo di costruzione della squadra, agevolando il decision making sia a breve sia a lungo termine, perché ciò che fa la differenza tra le grandi squadre e il resto è il più delle volte un dettaglio.

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Foto: Dustin Revella / Suns.com.

Alla scoperta della struttura

Cuore del nuovo centro di allenamento dei Phoenix Suns (quasi 5000 metri quadrati di superficie), sono i due campi contigui di misura regolamentare, con linee NBA e WNBA. Uno presenta al centro il sole del logo principale. L’altro il wordmark The Valley, che si ritrova anche sulle divise City Edition 2020-21. Ben 150 tra videocamere e sensori tracciano ogni movimento di giocatori e palla: tanto per rendere l’idea, nel vecchio campo se ne usavano solo quattro.

Sui campi si affacciano da un lato gli uffici, in posizione per agevolare l’ingresso di luce naturale, e dall’altro la lounge riservata ai giocatori. Un posto accessibile 24/7 e dotato di ogni comfort. Mega schermi tv, console per videogame, sleep pod, tavoli da biliardo, ping pong e poker, simulatore di golf, una cucina con chef dedicato, postazione da barbiere, criocamera per il recupero corporeo, idromassaggio su terrazza e altro ancora.

Gli spogliatoi sono una replica esatta di quelli della Talking Stick Resort Arena. Sono dotati di grandi schermi ad alta definizione e di un sistema di ventilazione per espellere gli odori post allenamento. Gli armadietti sono pensati per contenere fino a 16 paia di scarpe per ciascun giocatore. Anche le Phoenix Mercury hanno uno spogliatoio dedicato.

Molto ampia anche l’area training, progettata su misura insieme ai responsabili medici e atletici dei Suns. Macchinari e pesi sono ottimizzati per i movimenti del basket e per sviluppare programmi. Ci sono vasche calde e fredde, un tapis roulant acquatico e una pista da corsa esterna, per non dimenticare che in Arizona splende il sole per gran parte dell’anno.

Foto: Dustin Revella / Suns.com.

Il ruolo della practice facility nella NBA di oggi

L’apertura del nuovo centro di allenamento dei Phoenix Suns conferma la tendenza NBA degli ultimi anni ad affiancare all’arena, che resta il “santuario” di squadre e tifosi (semplicemente perché le partite si giocano lì), una practice facility. Tale struttura è anche il quartier generale di ogni franchigia, in cui si lavora a tutti i livelli per costruire vittorie. E dove pulsa la vita quotidiana della squadra.

Training camp, allenamenti, riunioni dei coach, lavoro individuale dei giocatori, attività di riabilitazione fisica: questo e altro avviene nei centri di allenamento. Laddove inoltre negli uffici si creano e si sviluppano quei processi invisibili all’osservatore esterno ma decisivi per la franchigia, dallo scouting al mercato, il tutto supportato dalla crescente presenza dei dati.

Tali strutture si propongono come veri e propri centri di innovazione medico-scientifica. Qui si sperimentano tecniche e procedure applicate alla preparazione atletica e al recupero dagli infortuni. Situate in città o negli immediati sobborghi, sono complessi all’avanguardia, che hanno l’obiettivo di dotare squadra e management di tutto ciò che è necessario per competere al top. Una base oggi irrinunciabile per perseguire l’eccellenza, in uno scenario sempre più esigente, in cui innovare e costruire una cultura vincente e condivisa (dalla superstar più pagata fino all’ultimo dei dipendenti) è l’unica strada per avere successo.

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