50 cose, fatti e personaggi del basket anni 2000

Come era il basket anni 2000? Quali sono stati i fatti, i protagonisti, le evoluzioni che hanno rappresentato la palla a spicchi nel decennio che va dall’inizio del millennio al 2009?

Oggi la popolarità degli anni ’80 e ’90, decenni dalla fortissima impronta “pop” e nostalgica, è alle stelle. Sono vere e proprie epoche di culto, nel basket come in tutti gli altri settori della cultura contemporanea. Invece gli anni 2000, detti anche anni Zero, non hanno ancora raggiunto tale livello né forse ci arriveranno mai, ma presentano comunque un interessante patrimonio di memorie e situazioni che ben ne definiscono l’identità.

Così come il primo decennio di questo secolo è in generale contraddistinto da grandi trasformazioni, in un mondo definitivamente lanciato verso la globalizzazione e la rivoluzione digitale, ma anche da profondi contrasti, anche la pallacanestro dal 2000 al 2009 ha vissuto importanti novità e momenti in grado di segnare un’epoca e determinare il futuro.

In questo articolo mi sono divertito a selezionare 50 personaggi, squadre, avvenimenti di rilievo degli anni Duemila. Come in tutte le selezioni, ci sono esclusioni eccellenti e interpretazioni in base a cui ho preferito inserire determinate cose al posto di altre, o raggrupparle per evitare ridondanze. In ogni caso ho cercato di coprire l’intero scenario cestistico: NBA, Italia, Europa e mondo FIBA, femminile, college e, non ultimo, l’aspetto del lifestyle, centrale in questo blog.

Ecco la galleria che mi è venuta fuori.

Michael Jordan a Washington

basket anni 2000 michael jordan

Nel 2001 Michael Jordan, ritiratosi già da tre anni dopo aver vinto il suo sesto titolo NBA con i Chicago Bulls, stupisce ancora una volta il mondo del basket: all’età di trentotto torna a giocare con i Washington Wizards, franchigia di cui è socio. Rimane in campo per due stagioni, senza riuscire a raggiungere i playoff. In una partita mette a segno 51 punti e in sette occasioni supera i 40, partecipando a due All-Star Game. Si ritira, ormai quarantenne, il 16 aprile 2003.

Kobe & Shaq

basket anni 2000 kobe shaq

Una delle coppie di giocatori più vincenti, amate e discusse della storia del basket: Kobe Bryant e Shaquille O’Neal portano i Los Angeles Lakers di coach Phil Jackson al three-peat dei titoli 2000, 2001 e 2002. Mancato l’appuntamento nel 2003, ritornano alle finali l’anno successivo, perdendo contro i Detroit Pistons. Dal punto di vista personale, i rapporti tra i due non sono dei migliori, a volte mediati, a volte sapientemente sfruttati dal Maestro Zen.

San Antonio Spurs: la dinastia diffusa

san antonio spurs

La “dinastia diffusa” dei San Antonio Spurs – cinque titoli NBA in anni mai consecutivi tra 1999 e 2014 – è una costante del basket anni 2000. Nel decennio si laureano campioni nel 2003, 2005 e 2007, passando dalle “Twin Towers” David Robinson e Tim Duncan al magico trio Duncan-Tony Parker-Manu Ginobili. Quando non vincono, sono presenza fissa (e osso duro) ai playoff. Coach Gregg Popovich è l’architetto di un basket concreto, collettivo e ben giocato.

Il Draft di LeBron James

draft lebron james 2003

Al Madison Square Garden di New York, il 26 giugno 2003 va in scena uno dei Draft più importanti di sempre. LeBron James, destinato a diventare il volto della lega, è chiamato con la prima scelta dai Cleveland Cavaliers. È la squadra di casa sua, dal momento che “The Chosen One” è nato e cresciuto nella vicina Akron e ha scelto di saltare in NBA direttamente dal liceo. Dopo di lui, l’abbaglio Darko Milicic e poi Carmelo Anthony, Chris Bosh e Dwyane Wade.

Steve Nash & The Phoenix Suns

basket anni 2000 steve nash

I due titoli di MVP vinti da Steve Nash nel 2005 e 2006 sanciscono il passaggio epocale al basket contemporaneo, basato su alto ritmo e tiro da tre. Con il ritorno del canadese ai Phoenix Suns, allenati da Mike D’Antoni, ha inizio un’eccitante avventura per la squadra dell’Arizona, che strabilia la NBA con il suo divertente attacco 7-seconds-or-less, pur non arrivando mai alle Finals. Il quintetto 2004-05 (Steve Nash, Quentin Richardson, Joe Johnson, Shawn Marion, Amar’e Stoudemire) è negli annali del gioco.

I 13 punti in 35 secondi di Tracy McGrady

Tracy mcgrady 13 punti 35 secondi

Il 9 dicembre 2004 al Toyota Center di Houston va in scena una delle più incredibili rimonte della storia. I Rockets sono sotto di 8 contro i San Antonio Spurs a 35 secondi dalla fine. Tracy McGrady, talento enorme ma nessun anello vinto, entra in trance agonistica e con un canestro da due e quattro triple ribalta la situazione, segnando 13 punti in poco più di mezzo minuto. Finisce 81-80 per la squadra che, all’epoca, schierava anche Yao Ming e Dikembe Mutombo.

La nascita di YouTube

il primo youtube

14 febbraio 2005, San Bruno, California: sono data e luogo di nascita di YouTube, la piattaforma web, oggi proprietà di Google, che più di ogni altra ha cambiato il modo di produrre e guardare audiovisivi, influenzando nel profondo la società contemporanea. La NBA è stata tra le prime organizzazioni sportive ad aprire un suo canale (il 21 novembre dello stesso anno), ponendosi immediatamente come modello da seguire per il coinvolgimento dei fan attraverso il digitale.

Prima scelta: Andrea Bargnani

Andrea Bargnani prima scelta assoluta

Al Draft 2006, l’italiano Andrea Bargnani, 21 anni da compiere e fresco vincitore dello scudetto con la Benetton Treviso, è sorprendentemente scelto alla numero uno – primo europeo di sempre – dai Toronto Raptors di Bryan Colangelo e Maurizio Gherardini. Nonostante alcune buone stagioni, il giocatore romano alto 2,13 non lascerà mai un’impronta convincente in NBA né in nazionale, chiudendo prematuramente la sua carriera, anche in seguito a vari infortuni.

Dwyane Wade

Dwyane Wade

Uscito dal college di Marquette e proveniente dai quartieri difficili del South Side di Chicago, Dwyane Wade è uno dei volti della NBA del nuovo millennio. Scelto al Draft 2003, amico personale di LeBron James, Chris Paul e Carmelo Anthony, “Flash” (soprannome affibbiatogli da Shaquille O’Neal) prende subito per mano i Miami Heat in ricostruzione, che Stan Van Gundy prima e Pat Riley poi conducono al titolo nel 2006. In quelle finali, memorabile la rimonta di gara 3 contro Dallas, che spiana la strada alla vittoria.

Allen Iverson

allen iverson

Dal culmine dell’ascesa con i Philadelphia 76ers – i 44 punti in gara 1 delle Finals 2001 contro i Los Angeles Lakers e il premio di MVP della stagione NBA – fino al declino degli anni a Denver, Detroit e di nuovo Philly, Allen Iverson è stato una delle star più entusiasmanti e acclamate. Con le treccine, i tatuaggi, lo slang, gli eccessi fuori dal campo, “The Answer” ha rivoluzionato l’immagine dell’atleta professionista ed è stato il simbolo del legame tra basket e cultura hip hop.

Detroit Pistons 2004: play the right way

Detroit Pistons 2004

Chauncey Billups, Richard Hamilton, Tayshaun Prince, Rasheed Wallace, Ben Wallace: è il quintetto dei Detroit Pistons campioni NBA 2004. Forgiata da coach Larry Brown a immagine e somiglianza della città operaia del Michigan e nel segno del play the right way, questa squadra aggiunge Sheed a stagione in corso e arriva fino in fondo battendo alle finali i favoriti, ma poco amalgamati, Los Angeles Lakers di Kobe, Shaq, Gary Payton e Karl Malone.

Slam Dunk su MTV

basket anni 2000 slam dunk

Il 3 ottobre 2000 arriva per la prima volta in tv in Italia l’anime sportivo Slam Dunk, tratto dal manga di Takehiko Inoue, uscito circa dieci anni prima in Giappone e poi nel 1997 per Panini Comics. Il cartoon è trasmesso da MTV e, come già avvenuto nel Sol Levante, contribuisce ad avvicinare tanti giovanissimi al basket. Lo Shohoku, la squadra scolastica in cui gioca il protagonista Hanamichi Sakuragi, è ispirata ai Chicago Bulls di Michael Jordan.

Chris Paul e i 61 punti per il nonno

chris paul high school

Novembre 2002: la forte point guard della West Forsyth High School di Clemmons, North Carolina, sfodera un’incredibile prestazione arrivando a 60 punti in una partita. Sul finire dell’incontro, subisce fallo, segna il primo tiro libero ma sbaglia volutamente il secondo, per fissare il suo score a 61: come gli anni del nonno Nathaniel, ucciso pochi giorni prima da alcuni balordi nella stazione di servizio dove lavorava. Il ragazzo, 17 anni, chiede cambio e scoppia in lacrime. Il suo nome è Chris Paul.

Malice at the Palace

rissa indiana pacers ron artest detroit pistons

Il 19 novembre 2004, negli ultimi secondi di una partita al Palace di Auburn Hills, un inutile e duro fallo di Ron Artest degli Indiana Pacers su Ben Wallace dei padroni di casa Detroit Pistons scatena la peggior rissa della storia della NBA, Malice at the Palace. Dopo un’apparente riappacificazione, la situazione deflagra quando Artest, sdraiatosi provocatoriamente sul tavolo del segnapunti, viene colpito dalla bibita lanciata da un tifoso e si riversa sugli spalti per farsi giustizia. Nove giocatori sospesi per un totale di 146 gare.

Boston Celtics: Ubuntu!

Una squadra in missione: è il modo migliore per definire i Boston Celtics 2007-08 di coach Doc Rivers, a caccia di un anello che manca da 22 anni. Rinforzati da Ray Allen e Kevin Garnett, che si aggiungono al già presente Paul Pierce, lanciano titolare Rajon Rondo e sono protagonisti di una straordinaria cavalcata, al grido di “Ubuntu!“, conclusasi con il titolo NBA vinto battendo gli storici rivali Los Angeles Lakers di Kobe Bryant e Pau Gasol, sommersi in una gara 6 senza storia.

Gli 81 punti di Kobe Bryant

kobe bryant 81 punti

Il 22 gennaio 2006 allo Staples Center di Los Angeles una tranquilla partita tra Lakers e Toronto Raptors si trasforma in una delle prestazioni individuali più incredibili, seconda solo ai 100 punti di Wilt Chamberlain: Kobe Bryant mette a segno 81 punti rimontando praticamente da solo uno svantaggio che aveva toccato il -18. Vincono i Lakers 122-104. Un one man show per un giocatore che non aveva compagni all’altezza e che nelle precedenti due gare aveva segnato 51 e 62 punti.

Le nuove regole

nuove regole basket

Il basket anni 2000 è segnato da importanti cambi di regolamento. Tra 2002 e 2005 la NBA vieta l’hand-checking, aprendo la strada agli attacchi stellari, introduce la difesa a zona e stabilisce l’età minima di 19 anni per giocare nella lega, che origina il fenomeno dell’one-and-done nella pallacanestro universitaria. In area FIBA, dal 2000 si passa da 30 a 24 secondi per il tiro e ai 4 periodi da 10 minuti, mentre dal 2009 l’arco del tiro da tre viene allontanato a 6,75 metri.

I Mondiali 2006 in Giappone

spagna campione del mondo 2006

I Mondiali di basket 2006 si disputano in Giappone: una delle edizioni più memorabili. Trionfa la Spagna, dominando in finale una Grecia campione d’Europa che pur era riuscita, in semifinale, a eliminare gli Stati Uniti di Coach K e delle stelle NBA. Per gli iberici è il primo trofeo di una generazione clamorosa: in campo, tra gli altri, i fratelli Gasol (Pau, infortunato, salta la finale), Navarro, Calderon, Reyes, Sergio Rodriguez, Garbajosa, Rudy Fernandez.

Il Redeem Team

redeem team 2008

Dopo tre deludenti piazzamenti ai Mondiali 2002 e 2006 e ai Giochi Olimpici 2004, la nazionale degli Stati Uniti si presenta a Pechino 2008 come il Redeem Team, la “squadra della redenzione” che avrebbe riportato gli USA al successo con un gruppo il più vicino possibile al Dream Team ’92. Mike “Coach K” Krzyzewski è l’allenatore, Kobe Bryant il capitano. Dentro, tra gli altri, LeBron James, Dwyane Wade, Chris Paul, Carmelo Anthony, Jason Kidd, Chris Bosh. Risultato: medaglia d’oro dopo una splendida finale con la Spagna.

Beli e Gallo in NBA

basket anni 2000 marco belinelli danilo gallinari

Dopo Andrea Bargnani, clamorosa prima scelta NBA nel 2006, nei due anni successivi il basket italiano piazza oltreoceano altri due dei suoi elementi più promettenti: Marco Belinelli della Fortitudo Bologna è selezionato dai Golden State Warriors al numero 18 nel Draft 2007, mentre nel 2008 i New York Knicks chiamano con la sesta scelta Danilo Gallinari dell’Olimpia Milano. Da quei tre Draft a oggi, l’Italia non ha mai smesso di avere almeno un rappresentante nella lega.

La schiacciata di Vince Carter

25 settembre 2000, Sydney, torneo olimpico di basket maschile: nella partita del primo turno tra Stati Uniti e Francia, un fulmine manda in visibilio gli 8500 spettatori del The Dome. È Vince Carter, che intercetta un passaggio e va ad affondare la palla nel canestro volando sopra la testa del 2,18 transalpino Frédéric Weis. Una delle schiacciate più spettacolari in assoluto. Le due squadre si ritrovano in finale, dove vincono gli americani per soli dieci punti.

Addio Sonics

kevin durant seattle

Al termine della stagione 2007-08 i Seattle SuperSonics chiudono i battenti e vengono trasferiti a Oklahoma City, dove nascono i Thunder. In men che non si dica, i Sonics diventano la squadra-nostalgia, rimpianta da schiere di tifosi, espressione di una città viscerale e ribelle, dallo spirito libero e alternativo ben incarnato dalla locale musica grunge. In quell’ultima annata c’è Kevin Durant, che dopo l’anno da matricola a Seattle diventa una delle più importanti star NBA.

Yao Ming

yao ming

Nel 2002 gli Houston Rockets chiamano con la prima scelta al Draft il cinese Yao Ming, classe 1980, uno dei giocatori più alti della storia con i suoi 2,29 metri. Fino ad allora conosciuto più che altro in patria, diventa l’atleta cinese più famoso e ricco, simbolo della nuova Cina capitalista e ruggente. Sul campo è un ottimo centro, anche se sembra non metterci furore agonistico. Ha una buona carriera, martoriata però dagli infortuni: si ritira a 31 anni.

La Generación Dorada

generacion dorada argentina

Manu Ginobili, Luis Scola, Pepe Sanchez, Fabricio Oberto, Hugo Sconochini, Andres Nocioni, Ruben Wolkowyski, Pablo Prigioni, Carlos Delfino, Alejandro Montecchia, Gabriel Fernandez, allenatore Ruben Magnano. Sono questi i maggiori protagonisti della Generación Dorada, la formidabile nazionale argentina che tra 2002 e 2004 elimina due volte gli Stati Uniti, sfiora il titolo mondiale a Indianapolis e conquista l’oro olimpico ad Atene nella finale con l’Italia.

Holden e Hammon, americani di Russia

becky hammon russia

Nel mondo e nel basket globalizzati succede anche questo: che un giocatore e una giocatrice statunitensi, all’epoca entrambi al CSKA, ottengano la cittadinanza russa e vestino la maglia della nazionale di Mosca, a nemmeno vent’anni dalla fine della guerra fredda. J.R. Holden è persino decisivo nella finale europea del 2007 con un canestro alla Spagna a due secondi dalla sirena. Becky Hammon, sempre con la Russia, è bronzo olimpico 2008 e argento europeo 2009. La loro scelta suscita pareri contrastanti in patria.

L’ascesa della WNBA

Fondata nel 1997, la WNBA – lega professionistica femminile diretta emanazione della NBA – nel basket anni 2000 conosce la sua prima ascesa importante con la nascita di nuove franchigie (ma anche diverse cessazioni di attività) e con giocatrici straordinarie quali Sheryl Swoopes, Tina Thompson, Cinthya Cooper, Lisa Leslie, Swin Cash, Diana Taurasi, Penny Taylor, Cheryl Ford, Cappie Pondexter, Tamika Catchings, Lauren Jackson, Sue Bird, Yolanda Griffith, Tina Thompson, Katie Smith, Rebekkah Brunson.

Carmelo Anthony a Syracuse

basket anni 2000 carmelo anthony syracuse

Syracuse University e il suo leggendario allenatore Jim Boeheim hanno vinto una sola volta il titolo NCAA e lo hanno fatto nella stagione 2002-03, quando il leader degli Orangemen è Carmelo Anthony. Il nativo di Brooklyn, cresciuto nella difficile Baltimore, è determinante con una stagione da 22 punti e 10 rimbalzi di media e con superbe prestazioni alla Final Four di New Orleans, in cui Syracuse supera Texas e Kansas. I Denver Nuggets lo chiamano al Draft 2003 con la terza scelta.

Il back-to-back di Florida

basket anni 2000 florida gators

Nel campionato NCAA è molto difficile vincere il titolo per due anni consecutivi. Nel 2006 e 2007 ci riescono i Gators di Florida University, allenati da Billy Donovan, futuro coach di Oklahoma City e Chicago in NBA. Nella prima finale battono UCLA, l’anno seguente Ohio State. L’ultimo back-to-back era stato quello di Duke nel 1991 e 1992. Tra i protagonisti Joakim Noah, Al Horford, Corey Brewer, Taurean Green, Marreese Speights, Walter Hodge, Lee Humphrey.

Nasce Sky Sport

basket anni 2000 sky sport

Il 31 luglio 2003 si aprono ufficialmente le trasmissioni di Sky in Italia, in seguito alla fusione tra le pay tv presenti sul mercato dalla seconda metà degli anni ’90: Stream e Tele+. Lo sport ha un ruolo di primo piano e presto Sky Sport diventa titolare dei diritti per la NBA, trasmessa in Italia fin dal 1981. Con le telecronache di Flavio Tranquillo e Federico Buffa si costruisce un nuovo modello di raccontare il basket e non solo. Nel 2008 debutta il canale all-news Sky Sport 24.

Diana Taurasi

basket anni 2000 diana taurasi

Di origini italiane e argentine, la californiana Diana Taurasi è stata nominata da ESPN miglior giocatrice della storia WNBA, dove gioca dal 2004 sempre con le Phoenix Mercury. Ha vinto tre titoli, un premio di MVP della lega e due delle finali. Con la nazionale, cinque ori olimpici e tre mondiali. Grande realizzatrice, nessuna come lei è riuscita a rimanere ad altissimi livelli per così tanti anni. Tre volte campionessa NCAA con Connecticut di Geno Auriemma, ha avuto anche un’importante carriera europea tra Russia e Turchia.

Jordi Bertomeu, Mr. EuroLeague

jordi bertomeu basket anni 2000

Catalano di Barcellona, Jordi Bertomeu dal 2000 è il CEO nonché uno dei padri fondatori di EuroLeague, la massima competizione europea per club, erede diretta della vecchia Coppa dei Campioni. Bertomeu, uomo carismatico con obiettivi e idee chiare, è il protagonista del passaggio che rivoluziona per sempre le coppe continentali, costruendo una lega solida in grado di coinvolgere tutti i top club europei. Rimarrà in carica fino al 2022.

Sarunas Jasikevicius, il vincente

basket anni 2000 Sarunas Jasikevicius

Quattro volte vincitore dell’Eurolega, di cui tre consecutive, con tre squadre differenti: Barcellona (2003), Maccabi Tel Aviv (2004 e 2005) e Panathinaikos (2009), inframmezzate da una breve esperienza NBA a Indiana e Golden State, più un oro europeo nel 2003 con la sua Lituania: Sarunas Jasikevicius, playmaker di intensità e carattere pazzeschi, è uno dei principali volti del basket anni 2000 a livello continentale. Ed è uno che sa segnare i canestri che contano.

La Virtus del Grande Slam

basket anni 2000 virtus bologna

Costruita sull’asse dei due acquisti estivi Manu Ginobili-Rashard Griffith, e con in squadra Rigaudeau, Abbio, Sconochini, Smodis, Jaric, Andersen, Bonora, Frosini, la Virtus Bologna di Ettore Messina non fa rimpiangere il ritiro di Danilovic e nel 2001 conquista il Grande Slam: Eurolega, scudetto e Coppa Italia. Due anni più tardi, il cosiddetto “lodo Becirovic” spalanca le porte a una clamorosa esclusione delle V nere dalla massima serie, dove risaliranno in seguito.

Dejan Bodiroga

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Dejan Bodiroga è un’icona del basket europeo. Negli anni Duemila vince tre volte l’Eurolega (una con il Panathinaikos e due con il Barcellona) con due premi di MVP delle finali e chiude la carriera in Italia, alla Virtus Roma. Con la Jugoslavia è due volte campione del mondo, tre d’Europa e una argento olimpico. Più una pletora di campionati e coppe nazionali. Ala piccola, svezzato a Trieste da Tanjevic e poi passato anche da Milano e Real Madrid, ha tracciato la strada al basket attuale contribuendo a definire il ruolo di point forward.

La morte di Alphonso Ford

basket anni 2000 alphonso ford

Il basket europeo e italiano ricevono una triste notizia il 4 settembre 2004: muore a Memphis a 32 anni Alphonso Ford, per le conseguenze di una leucemia con cui conviveva dal 1997 e nonostante la quale era riuscito a continuare a giocare. Straordinaria guardia realizzatrice da Mississippi Valley State, per due stagioni consecutive è top scorer di Eurolega (con Peristeri e Olympiacos), passando poi a Siena e Pesaro. A lui è intitolato il trofeo per il miglior realizzatore della massima competizione continentale.

Il nuovo CSKA Mosca

basket anni 2000 cska

Espressione della nuova Russia degli oligarchi post sovietici, l’ex squadra dell’Armata Rossa torna alla ribalta dopo le difficoltà a cavallo del nuovo secolo e si riafferma tra i massimi club europei. Allenata prima da Dusan Ivkovic e poi da Ettore Messina, ospita la Final Four nel 2005, dove chiude quarta, vince il titolo nel 2006 e 2008, è finalista nel 2007 e 2009 e terza, con coach Evgeniy Pashutin, nel 2010. Tra i giocatori più importanti Smodis, Langdon, Holden, Vanterpool, Papaloukas, David Andersen, Savrasenko.

Lo scandalo di Tim Donaghy

Nel 2007 la NBA è scossa da uno scandalo che vede coinvolto l’affermato arbitro Tim Donaghy (792 partite), allora quarantenne. Una vicenda molto controversa. Al termine della stagione Donaghy si dimette, poco prima che un’indagine dell’FBI renda pubblica una grave accusa nei suoi confronti: aver scommesso su partite da lui arbitrate negli ultimi due anni, aggiustando il punteggio con apposite chiamate. Condannato a 15 mesi di carcere federale, è stato rilasciato nel 2009, a pena scontata.

Coach Carter

basket anni 2000 coach carter

Quando Ken Carter, allenatore della squadra di un liceo in California (Richmond High School), fa notizia per aver impedito ai suoi problematici ragazzi di giocare a basket fino a quando non avessero ottenuto buoni voti a scuola, nel giro di qualche anno l’accaduto ispira una produzione cinematografica: Coach Carter, del 2005, con un magistrale Samuel L. Jackson nel ruolo di Ken. Uno dei film di pallacanestro più intensi e riusciti.

Carlo Recalcati

Carlo “Charlie” Recalcati è il CT della Nazionale dal 2001 al 2009. Raccoglie l’eredita di Tanjevic e guida gli azzurri a un insperato bronzo europeo nel 2003, allo straordinario argento olimpico di Atene 2004 e all’oro ai Giochi del Mediterraneo 2005. In mezzo, la storica vittoria in amichevole con gli Stati Uniti a Colonia. Con i club, regala i primi scudetti a Fortitudo Bologna (2000) e Siena (2004). È considerato una sorta di grande saggio e sul campo si ispira al triangolo di Phil Jackson.

Simone Pianigiani

Profeta in patria, dopo una lunga trafila nelle giovanili e come assistente, Simone Pianigiani guida per sei stagioni – dal 2006 al 2012 – la Mens Sana Siena targata Montepaschi vincendo 166 partite e perdendone solo 22, conquistando sei scudetti consecutivi (poi ridotti a cinque dalla revoca del titolo 2012) e portando due volte il club bianco-verde alla Final Four di Eurolega. Lascia Siena poco prima delle vicende economiche e giudiziarie che determinano l’ingloriosa fine della dinastia toscana.

L’anno della SuproLeague

basket anni 2000 suproleague

Una sola edizione: la SuproLeague – crasi di Super Professional League – è stata una competizione europea esistita unicamente nella stagione 2000-01. All’indomani della nascita di EuroLeague, l’organo che avrebbe gestito il massimo torneo del continente, la FIBA risponde con una coppa parallela da 20 squadre a cui aderiscono vari top club. Vince il Maccabi Tel Aviv in finale sul Panathinaikos, MVP Nate Huffmann, scomparso nel 2015. Le italiane sono Siena e Pesaro.

Gli scudetti della Fortitudo

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Dopo tre finali perse e varie eliminazioni ai playoff, la Fortitudo Bologna, espressione della parte più passionale e umorale della città, conquista il primo scudetto nel 2000 con coach Recalcati e in campo Myers, Fucka, Galanda, Karnisovas, Basile, Jaric. In seguito ad altre quattro sconfitte in finale, ritorna al titolo nel 2005 con il canestro di Ruben Douglas convalidato dall’instant replay. In panchina Jasmin Repesa, nel roster Belinelli, Mancinelli, Smodis, Basile, Vujanic.

Dream Team, il magazine

basket anni 2000 dream team pozzecco

Nell’ottobre 2004 esce in Italia un magazine che racconta il basket a 36o gradi, spaziando tra America, Europa, Italia e lifestyle. Il suo nome è Dream Team e il direttore è Mauro Bevacqua, che cura anche Rivista Ufficiale NBA. Sulla prima cover c’è Gianmarco Pozzecco e la rivista dura 54 numeri mensili, con prestigiose firme e giovani emergenti. L’ultimo numero nel 2009, nel pieno della crisi che porta alla chiusura quasi tutte le testate cartacee italiane di pallacanestro.

Priolo campione d’Italia

priolo campione d'italia

Nel 2000 la squadra femminile di un paese siciliano di circa 12.000 abitanti, Priolo Gargallo, in provincia di Siracusa, diventa per la seconda volta campione d’Italia. Tra 1989 e 1990 aveva già vinto uno scudetto e addirittura la Coppa dei Campioni. È la Trogylos, dal nome di un villaggio preistorico della zona. È sponsorizzata dalle aziende del vicino polo petrolchimico, l’allenatore è Santino Coppa, “santone” delle difese miste. Tra le giocatrici Sofia Vinci, Tari Phillips, Susanna Bonfiglio, Tania Seino.

Nino Molino e le stelle del sud

Originario di Messina, Nino Molino è il coach che più di ogni altro segna la pallacanestro femminile italiana nel decennio, vincendo due scudetti alla guida di squadre del sud – Taranto nel 2003 e Napoli nel 2007, successivamente sparite per guai economici – e ottenendo tre volte il premio di allenatore dell’anno in serie A donne. Tra le sue campionesse d’Italia Vicky Bullett, Tari Phillips, Elisabetta Moro, Nicole Antibe, Immacolata Gentile, Paola Mauriello.

Giorgio Armani all’Olimpia Milano

Nell’estate del 2004 un’Olimpia Milano in serie difficoltà economiche viene salvata, tra gli altri, dall’ingresso di Giorgio Armani attraverso una consistente sponsorizzazione con il brand Armani Jeans. Nel 2008 il gruppo Armani rileva l’intera proprietà del club, con l’obiettivo di riportarlo ai vertici nazionali ed europei. La squadra si stabilizza ad alti livelli, ma il percorso è lungo e faticoso, costellato da una serie di delusioni ed errori: il primo titolo arriverà soltanto nel 2014.

L’epopea Benetton Treviso

benetton treviso

Un club-azienda all’avanguardia, con strutture di primo livello come PalaVerde e Ghirada. Con tre scudetti, quattro Coppe Italia e due Supercoppe, quello veneto è tra gli indiscussi protagonisti del basket anni 2000 in Italia. Il gioco di Mike D’Antoni diverte il pubblico, Andrea Bargnani spicca da qui il volo per la NBA, vi allenano anche Messina e David Blatt. Il camp giovanile è un ponte verso l’America. Nel 2012 la chiusura da parte della famiglia Benetton per dedicarsi solo a vivaio e rugby.

Gianluca Basile

Da Ruvo di Puglia ai vertici italiani ed europei: Gianluca Basile, l’inventore dei “tiri ignoranti” con cui ha risolto più di una partita, è uno dei volti del basket anni 2000. Due scudetti con la Fortitudo Bologna, dove approda dopo i primi anni a Reggio Emilia, e altrettanti con il Barcellona, a cui ha aggiunto il titolo di Eurolega nel 2010. Grande protagonista della Nazionale di Recalcati bronzo europeo 2003 (oltre che oro nel 1999) e argento olimpico 2004.

La Final Eight di Coppa Italia

Nel 2000, per rivitalizzare la Coppa Italia, la Lega Basket introduce la formula della Final Eight, dopo che nel decennio precedente ci si era limitati a una semplice Final Four. La prima edizione ha luogo a Reggio Calabria ed è vinta dalla Benetton Treviso. Nel 2002, a Forlì, Manu Ginobili trascina la Virtus Bologna al bis dopo il trionfo del 2001. Nel 2008 stupisce tutti la vittoria di Avellino. La finale a otto è un successo e nel corso degli anni diventa un vero e proprio happening del basket italiano.

AND1 Mixtape Tour

and1 mixtape tour

Il brand AND1 mette insieme alcuni dei migliori giocatori dei playground e li porta in giro per il mondo, realizzando video mixtape a suon di rap con le loro spettacolari giocate, trasmessi anche da ESPN. Il successo è incredibile e il tour tocca le arene più prestigiose, tra cui il Madison Square Garden di New York. I più noti sono Hot Sauce, Main Event, The Bone Collector, The Professor e Skip to my Lou, alias Rafer Alston, l’unico che riesce ad arrivare in NBA. Perché alla fine tutto parte dalla strada.

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