I cinque migliori giocatori NBA più alti di 2,25

Quali sono stati i giocatori NBA più alti di 2,25 che hanno avuto una carriera definibile tale tra i professionisti? Piuttosto pochi, si contano sulle dita di una mano.

In attesa di scoprire se riuscirà a giocare in NBA Tacko Fall, il centro di 2,31 da Central Florida non scelto al Draft 2019 e che i Boston Celtics dovrebbero far iniziare in G League, nella storia della lega si individuano giusto cinque elementi che, grazie anche alla loro spropositata altezza, possono dire di aver recitato un ruolo nel basket d’oltreoceano.

Eccoli, in ordine non di statura, ma di reale impatto e influenza che hanno avuto in NBA: Yao Ming, Gheorghe Muresan, Manute Bol, Shawn Bradley, Chuck Nevitt.

Storie di giocatori, e di uomini, il cui gigantismo è stato quasi più un ostacolo che un vantaggio, in campo e fuori, in un mondo fatto su misura per esseri umani alti mezzo metro in meno di loro. Infortuni e problemi hanno minato i loro fisici borderline, condizionando e inevitabilmente abbreviando carriere sportive attraverso le quali avevano potuto dare un minimo di sfogo a una vita che li ha costretti giocoforza a guardare tutti dall’alto in basso.

Yao Ming (1980, 2,29)

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Tra i giocatori “giganti”, il cinese Yao Ming è stato sicuramente il più forte e importante di sempre. Prima scelta assoluta al Draft NBA 2002 e otto volte selezionato all’All-Star Game, e sarebbe riduttivo ricondurre questo risultato unicamente alle valanghe di voti online provenienti dalla madrepatria. In carriera – nove stagioni NBA, ma di fatto sette – Yao Ming ha tenuto medie di 19,0 punti e 9,2 rimbalzi in regular season, salite a 19,8 e 9,3 ai playoff. E se non fosse stato tormentato da reiterati infortuni ai piedi chissà dove sarebbe potuto arrivare, al fianco di Tracy McGrady in una versione degli Houston Rockets che non ha mai potuto esprimere il suo vero potenziale. Yao, portabandiera olimpico a Pechino 2008, tre volte campione d’Asia con la nazionale del dragone, è stato il simbolo sportivo (e non solo) di una Cina che irrompeva sulla scena mondiale. Ritiratosi a 31 anni, entrato nella Hall of Fame nel 2016 al fianco di Shaquille O’Neal e Allen Iverson, dal 2019 è al vertice di FIBA Asia.

Gheorghe Muresan (1971, 2,31)

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Gheorghe Muresan è stato il più alto giocatore NBA di sempre, grazie a una manciata di millimetri in più di Manute Bol. Muresan è stato un fatto più unico che raro: proveniente dalla Transilvania, regione della Romania nota più per un certo Dracula che per la pallacanestro, e dopo essersi messo in luce in una stagione in Francia, al Pau-Orthez, è scelto nel Draft 1993 dai Washington Bullets. Nonostante l’altezza abbia avuto un ruolo chiave per il suo approdo al di là dell’Atlantico, il romeno riesce a costruirsi una discreta carriera, seppur martoriata dai problemi fisici, vincendo un premio di Most Improved Player nel 1996 – stagione con 14,5 punti, 9,6 rimbalzi e 2,3 stoppate in 29,5 minuti – e guidando la lega per due anni consecutivi nella percentuale dal campo (58,4% nel 1995-96 e 60,4% nel 1996-97). La sua carriera NBA si conclude nel 2000 in maglia New Jersey Nets. Portava il numero 77: un omaggio alla sua altezza d 7 piedi e 7 pollici, corrispondenti a 231 centimetri.

Manute Bol (1962?, 2,31)

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Una delle storie più incredibili di sempre nel mondo del basket. Un sudanese della tribù Dinka catapultato dall’Africa più nera negli Stati Uniti senza sapere una parola d’inglese e, si narra, analfabeta. E diventato quasi un fenomeno di costume grazie al basket e a un’impressionante struttura fisica da fenicottero. Manute Bol se ne è andato nel 2010 a, forse, quarantotto anni (non ci sono certezze sulla data di nascita), non smettendo mai di lottare per i diritti del suo popolo martoriato dalla guerra civile. Oggi uno dei dieci figli, Bol Bol, si appresta a iniziare la sua carriera NBA. Dove il padre ha giocato per dieci onorevoli anni, tra 1985 e 1995, con Washington Bullets, Golden State Warriors, Miami Heat e Philadelphia Sixers, prima di concludere la carriera con due misere presenze e 11 punti in Italia, a Forlì. Ha totalizzato più stoppate che punti segnati, 2086 contro 1599, e per due stagioni ha avuto la miglior media stoppate della lega. Ma il colpo di genio lo tirò fuori un coach all’epoca visionario, Don Nelson, che lo mette a tirare da tre punti: 43 triple realizzate su 205 tentativi (21%).

Shawn Bradley (1972, 2,29)

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Gigante, bianco e… tedesco. Sì, perché Shawn Bradley ha giocato con la maglia della Germania gli Europei 2001, conclusi al quarto posto, al fianco di Dirk Nowitzki suo compagno di squadra ai Dallas Mavericks. Tutto questo grazie ai natali teutonici, avvenuti nel 1972 a Landstuhl grazie a genitori che lavoravano in una delle tantissime basi militari USA sparse nel mondo. Cresciuto poi nello Utah, dove è stato una stella a livello liceale e il miglior stoppatore a livello universitario, in NBA – oltre ai Mavs, ha giocato a Philadelphia e New Jersey – Shawn Bradley non ha fatto propriamente faville, tanto che ESPN gli ha affibbiato la fama di posterized per la sua propensione a trovarsi dalla parte sbagliata in un sacco di spettacolari schiacciate. Meglio allora ricordarlo in quintetto nel film Space Jam e, soprattutto, per le sue numerose attività educative e benefiche a cui si è dedicato dopo il ritiro dal basket.

Chuck Nevitt (1959, 2,26)

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Chuck Nevitt è l’esempio perfetto del giocatore altissimo, che però non riesce a ritagliarsi un ruolo efficace in NBA, finendo ai margini delle rotazioni o non entrando neppure in campo. Nato in Colorado nel 1959 e uscito dal college di North Carolina State nel 1982, il baffuto Chuck Nevitt è stato un centro comprimario di 2,26 che tra il 1982 e il 1994 ha vestito le maglie di Houston Rockets, Los Angeles Lakers, Detroit Pistons, Chicago Bulls e San Antonio Spurs. Vanta tuttavia un anello di campione NBA, ottenuto con i Lakers nel 1985, ed è il giocatore più alto ad aver mai vinto un titolo. In quella stagione entrò sette volte in campo nei playoff, segnando 1,4 punti in 5,3 di utilizzo. Ha giocato solo 171 partite in carriera tra i professionisti USA. Nel 1988 fu in prova alla Libertas Forlì, lo stesso club che anni dopo ci proverà con Manute Bol: tagliato dopo un breve periodo di prova.

Gli altri

Negli almanacchi della NBA hanno fatto comparsate anche altri giocatori superiori ai 2,25 di statura, senza mai lasciare significativa traccia. Il più recente è stato il canadese di origine indiana Sim Bhullar (2,26), 3 presenze e 2 punti con i Sacramento Kings nella stagione 2015-15, mentre dal 2004 al 2006 si è visto con la maglia dei Dallas Mavericks il russo Pavel Podkolzin (2,26) con 4 punti in 6 partite e un breve trascorso anche in Italia, a Varese. Una sola presenza, e un tabellino completamente immacolato, per il 2,30 montenegrino Slavko Vranes ai Portland Trail Blazers l’8 gennaio 2004. Scendendo sotto i 2,25 l’elenco si infoltisce sensibilmente, con Mark Eaton, Rik Smits, Ralph Sampson, Priest Lauderdale, tutti 2,24, e il primo in attività, il croato Boban Marjanovic ora ai Dallas Mavericks con 2,22.

Nella storia del basket figurano anche altri “fenomeni da baraccone” che la NBA non l’hanno mai toccata, per questioni di epoca storica o di oggettiva inadeguatezza tecnica. È il caso del russo Aleksandr Sizonenko (1959-2012), gigante di 2,39 morto a 52 anni in estrema povertà e pietose condizioni fisiche, o del cinese di 2,36 classe 1983 Sun Mingming, che effettuò un provino con i Lakers nel 2005 prima di tornarsene in patria, o ancora del nordcoreano Ri Myung-Hun, un 2,35 nato nel 1967 che riuscì ad allenarsi in Canada ma non gli venne mai dato il permesso di calcare il suolo statunitense per i cattivi rapporti tra USA e Corea del Nord.

L’americano George Bell, 2,34, classe 1957, si riciclò negli Harlem Globetrotters, e l’inglese Neil Fingleton (2,32), morto nel 2017 a 37 anni per collasso cardiaco, ha giocato a livello di college e in Europa, distinguendosi più che altro come attore nei film Jupiter. Il destino dell’universo, X-Men. L’inizio, Avengers. Age of Ultron e nella serie tv Il Trono di Spade. Un altro britannico, Paul Sturgess (2,31), nato nel 1987, ha giocato negli Harlem Globetrotters e poi in patria, ritirandosi a 28 anni per intraprendere una carriera di speaker motivazionale, mentre lo statunitense Kenny George (2,31, anche lui classe 1987) ha giocato due anni al college con UNC Asheville prima di subire l’amputazione parziale del piede destro in seguito a un’infezione.

Ma il cestista più alto di sempre, e contornato da una certa aura di leggenda, è un libico: Suleiman Ali Nashnush (1943-2001), alto addirittura 2,45 e apparso in un cameo nel film Satyricon di Federico Fellini.

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