Film di basket: Rimbalzi d’amore (Just Wright)

Il magico mondo del basket NBA, le sfavillanti luci di New York e una trama ben costruita, con tanto di cameo e piccoli ruoli di star come Dwight Howard e Dwyane Wade, sono gli ingredienti del film Rimbalzi d’amore, titolo originale Just Wright, uscito nel 2010.

Una gradevole commedia romantica, diretta dalla regista Sanaa Hamri, i cui interpreti protagonisti sono due rapper da sempre a loro agio anche come attori: Common nella parte di “lui”, Scott McNight, affascinante uomo di punta dei New Jersey Nets; e Queen Latifah nel ruolo di “lei”, Leslie Wright, una brava, simpatica e assennata fisioterapista grande appassionata di basket. E un po’ in carne.

Rimbalzi d’amore, la trama iniziale

Leslie è molto innamorata del suo lavoro, ma lo è ancor di più dei Nets e della sua stella. Dopo una partita, in una stazione di servizio, le capita per caso di incontrare proprio Scott McKnight. Tra i due nasce subito un feeling e lui la invita alla sua festa di compleanno nella lussuosa casa di Manhattan. Leslie non crede ai suoi occhi e racconta tutto all’amica di sempre, Morgan Alexander (interpretata da Paula Patton), che l’accompagnerà alla festa.

Morgan è l’esatto contrario di Leslie: fisico da modella, frivola, superficiale, mondana, ma anche scaltra e calcolatrice. In pratica, è una nullafacente in cerca di un giocatore NBA a cui legarsi, per essere a posto tutta la vita. Leslie invece sogna il grande amore, ma a trentasei anni è ormai disillusa, dal momento che gli uomini continuano a vederla solo come un’amica.

Alla festa, infatti, succede esattamente questo: Scott accoglie benissimo Leslie, ma finisce per innamorarsi di Morgan, più furba dell’amica a toccare i tasti giusti. Tra Scott e Morgan decolla subito una relazione che conquista le pagine delle riviste patinate: Leslie, seppur consapevole della vera natura di Morgan, non serba alcun rancore verso l’amica, che intanto vive il suo momento di gloria come compagna di uno dei più forti giocatori NBA.

Quando tutto sembra andare a gonfie vele, però, un grave infortunio al ginocchio costringe Scott a una dura riabilitazione. L’accaduto cambia le carte in tavola e, per uno strano scherzo del destino, fa rientrare Leslie nella vita del campione…

NBA protagonista

Il basket NBA fa da sfondo e filo conduttore all’intero film. Sorprende un po’ come Rimbalzi d’amore sia un vero e proprio inno ai New Jersey Nets. Una delle franchigie meno seguite e meno vincenti della lega, nonostante le due apparizioni consecutive alle NBA Finals nel 2002 e nel 2003, destinata appena due anni dopo l’uscita del film ad essere trasferita a Brooklyn.

Nella finzione cinematografica, l’IZOD Center di East Rutherford – ex Meadowlands Arena – ospita addirittura l’All-Star Game, nel corso del quale il protagonista Scott McKnight riporta l’infortunio, momento di svolta del film. Anche qui si gioca molto di fantasia, dal momento che suona strano che un giocatore possa farsi così male in una partita di esibizione…

Tra le location anche il Rucker Park, lo storico playground di New York, dove Leslie riporta Scott per fargli tornare la voglia di giocare. E dove lui scopre di esserle più vicino di quanto creda. “Questo campetto mi ha salvato da un sacco di guai. Mi sono allenato per ore, per giorni, sognando di diventare qualcuno“, dice Scott.

Numerosi i cameo e le comparsate di vari personaggi NBA: i giocatori Dwight Howard, Dwyane Wade, Elton Brand, Rashard Lewis, Rajon Rondo, Jalen Rose, Bobby Simmons, l’ex general manager dei Nets Rod Thorn e suo figlio J.J., le voci e volti di TNT Marv Albert, affiancato da Kenny Smith e Mike Fratello, e il compianto Stuart Scott.

Al di là dei dettagli, però, Rimbalzi d’amore evidenzia una mentalità tipica della NBA che dovrebbe essere applicata a ogni contesto: la professionalità, dare sempre il meglio di sé, la ricerca dell’eccellenza la meritocrazia: la fisioterapista Leslie, dopo aver svolto un ottimo lavoro, riceve subito importanti offerte. Anzi è proprio Common-Scott che le suggerisce di specializzarsi ed elevare il proprio livello per combinare il lavoro con il suo grande amore per il basket. E Next Time è il brano che accompagna i titoli di coda, cantato proprio dal rapper di Chicago e da Queen Latifah, che invece è originaria, guarda caso, del New Jersey.

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