LeBron James Innovation Center: Nike nel futuro

Il LeBron James Innovation Center, inaugurato a ottobre 2021 dopo due anni di lavori, innalza ancor di più il livello della storica mission di Nike: aiutare l’atleta a massimizzare il suo potenziale.

Per progettare i prodotti adeguati allo scopo è fondamentale una struttura all’avanguardia, non solo dal punto di vista tecnologico. Un ambiente in cui le varie professionalità che vi collaborano possano a loro volta esprimersi al meglio e dare il massimo. Esattamente come gli atleti per cui lavorano. Con questo obiettivo è nato il LeBron James Innovation Center.

Nel complesso, situato all’interno del quartier generale Nike di Beaverton, Oregon, non lontano da Portland, ha sede il Nike Sport Research Lab (NSRL). Cioè il reparto ricerca e sviluppo. Qui l’Advanced Innovation Collective, composto da designer, scienziati e altri profili, studia, inventa, sperimenta costantemente prototipi e soluzioni per migliorare le performance di atleti e sportivi di tutto il mondo.

L’intitolazione a LeBron James, uomo Nike fin da quando debuttò in NBA nel 2003, è assolutamente appropriata. Il giocatore più rappresentativo del basket contemporaneo. Un atleta che ricerca l’eccellenza in tutto quello che fa. LeBron ha una spiccata mentalità imprenditoriale, non smette mai di immaginare il futuro, è attentissimo alla cura dei dettagli. Proprio come l’azienda fondata da Phil Knight.

lebron james innovation center

LeBron James Innovation Center: la struttura

Firmato dallo studio di architettura Olson Kundig di Seattle, con un particolare ultimo piano aggettante, il LeBron James Innovation Center si presenta come il laboratorio di scienza applicata allo sport più avanzato al mondo.

Un ambiente giovane, cool, informale, pensato per il benessere fisico e mentale di chi lo vive. E per agevolare la collaborazione tra profili anche molto diversi: si va da esperti in robotica e biomeccanica a designer computazionali, fino a legali specializzati in brevetti. Il posto dove puoi pensare solo a dare il meglio di te, senza preoccuparti di altro. E che diventerà un punto di riferimento anche per gli atleti.

Infatti il centro, dalla superficie complessiva di 7800 metri quadrati (cinque volte più grande della precedente sede del NSRL), è dotato di un campo da basket NBA regolamentare, uno da calcio in erba artificiale, una pista di atletica da 100 metri e un’altra con un’avveniristica rampa esterna lunga 150 metri e con il 15% di pendenza, per allenarsi in salita.

Sul fronte tecnologia, il LeBron James Innovation Center è un hub dotato della più grande installazione esistente per la cattura e la mappatura dei movimenti (motion capture). Ben 400 videocamere e 97 piastre di forza. Quindi, 4 camere per simulare differenti condizioni ambientali e innumerevoli altri prototipi. In quanto a sostenibilità ambientale, la struttura è interamente alimentata da fonti rinnovabili con 908 pannelli solari sul tetto e predisposta per un risparmio idrico del 40%. Infine, i pavimenti sono realizzati con oltre 9 tonnellate di Nike Grind, materiale proprietario derivato da scarti di lavorazione industriale.

LeBron, il campo e Glo’s

Il Re nel LeBron James Innovation Center è presente ovunque, e non potrebbe essere altrimenti. Sui muri del complesso figurano le sue frasi diventate celebri, come Earned, not given, per dirne una. Allo stesso modo il suo logo, quello con L  e J fuse a formare una corona riportato in auge sulle maglie di Space Jam. A New Legacy, è dappertutto.

Il gioiello del LBIC è indubbiamente l’elegante campo da basket. Le misure sono quelle regolamentari NBA, ma ci sono anche le linee dei tre punti a distanza FIBA/college e high school. Nel cerchio centrale ancora il logo personale, con scritti attorno i grandi traguardi raggiunti in carriera: campione NBA, MVP delle finali, MVP della NBA e All-Star.

Infine, il ristorante interno, Glo’s, è dedicato a Gloria James, la mamma di LeBron. Nella sala c’è un dipinto murale che li raffigura in un abbraccio, ai tempi del liceo. In una splendida foto diffusa da Nike, King James contempla l’immagine, da solo, in religioso silenzio. Quel ragazzino povero di Akron, che cambiava continuamente casa e che ha trovato nel basket la sua via d’uscita, ora ha l’edificio più importante di uno dei brand più importanti del pianeta chiamato con il suo nome.

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