I numeri di maglia di Michael Jordan

I numeri di maglia di Michael Jordan non si limitano all’iconico 23, come potrebbe immaginare chi non mastica di basket tutti i giorni.

Certo, il 23 è quello che ha contraddistinto, per la quasi totalità, la sua leggendaria carriera in divisa Chicago Bulls, Dal Draft 1984 a The Last Dance. La squadra con cui ha vinto sei titoli NBA e non ha mai perso una serie finale.

Michael Jordan ha vestito il 23 fin dai tempi del liceo ed era il suo irrinunciabile numero anche nei tre anni di università a North Carolina. Così come non lo ha cambiato neppure nella sua biennale appendice in NBA con i Washington Wizards.

In realtà, His Airness ha portato sulla propria schiena anche numeri diversi da quello con cui è universalmente conosciuto. E sono riferibili a fasi o episodi particolari della carriera di MJ, un paio dei quali davvero poco conosciuti.

23, il numero iconico

michael jordan laney high school

Il 23 di Michael Jordan risale ai tempi del liceo, la Laney High School di Wilmington, North Carolina, da lui frequentata dal 1977 al 1981. Come spesso accade nelle famiglie di sportivi, il fratello minore dapprima soffre la superiorità atletica di quello maggiore, ma poi per tutta una serie di motivi finisce per superarlo. Così inizialmente il campioncino di casa Jordan è Larry, più grande di un anno. È lui che batte sempre il fratellino Michael negli infiniti uno-contro-uno in cortile.

Michael ammira Larry, ma in cuor suo alimenta giorno dopo giorno una grande voglia di batterlo e finalmente di emergere nel basket. Quando, al terzo anno di liceo, MJ viene ammesso al varsity team (cioè la prima squadra della scuola), se lo ritrova come compagno. Vorrebbe portarsi dietro il 45 che indossa con lo junior team, ma è lo stesso che ha già Larry. Allora opta per la metà di 45, cioè 22,5, arrotondandolo per eccesso a 23.

45, il primo amore

Michael Jordan, a dire il vero, ama il 45 ben più del 23. È il suo numero nella squadra di Little League di baseball. E anche suo fratello Larry, come detto nel paragrafo precedente, lo veste nei Buccaneers della Laney High School. 45 è il numero preferito da papà James Jordan, a cui i quattro figli – due fratelli e due sorelle – sono legatissimi. Dopo la morte del genitore, nel 1993, Michael sceglie il 45 per la sua avventura nel baseball con i Birmingham Barons, affiliata di Minor League dei Chicago White Sox, dopo il primo ritiro dal basket. Vestirà anche il 35 in una breve apparizione con gli Scottsdale Scorpions.

Quando annuncia il suo ritorno al basket con il famoso I’m back, MJ decide di mantenere il 45 per la parte finale della stagione 1994-95. Infatti, i Chicago Bulls avevano già appeso al soffitto dello United Center la maglia numero 23. Le apparizioni di Jordan con il 45 sono ventidue, cioè fino a gara 1 di semifinale di conference contro gli Orlando Magic. In tale occasione Nick Anderson commenta così una sua decisiva palla rubata a MJ: “Il numero 45 non è il numero 23. Non ci sarei riuscito se avessi avuto di fronte il vecchio 23“. Punto nell’orgoglio, Michael da gara 2 si ripresenta con il 23. Costando anche una multa ai Bulls per il cambio di numero non autorizzato dalla NBA.

12, una strana serata

C’è stata una volta, e una soltanto, in cui Michael Jordan è sceso sul parquet con un inusuale numero 12. Non solo: la canotta da lui indossata in quella serata non aveva nemmeno il cognome sulla schiena. Successe il 14 febbraio 1990 a Orlando, quando Air è costretto a giocare indossando una divisa di riserva ripescata dai magazzinieri dei Bulls dagli equipaggiamenti da trasferta.

Infatti, nelle ore precedenti la palla a due, è impossibile trovare la maglia numero 23, probabilmente rubata da qualcuno durante l’allenamento mattutino. Gli addetti della squadra, e anche la sicurezza dell’allora Orlando Arena (oggi Amway Center), le tentano tutte per trovare una jersey rossa dei Bulls con il 23, persino chiedendole al pubblico. Niente da fare. Un contrariato MJ risponde segnando 49 punti, che però non bastano a vincere: i Magic prevalgono 135-129 dopo un tempo supplementare. Una strana serata.

9, il numero d’oro

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Fino a non molto tempo fa, in ambito FIBA gli unici numeri di maglia ammessi erano quelli compresi tra il 4 e il 15. Quindi, in entrambe le volte in cui Michael Jordan ha fatto parte della Nazionale degli Stati Uniti, ha dovuto abbandonare l’abituale 23. E non potendo nemmeno ricorrere all’amato 45, il suo primo amore, ha deciso di sommare le due cifre che lo compongono ottenendo così il 9.

Un numero con cui Michael si è messo al collo in entrambe le occasioni la medaglia d’oro del torneo di basket. La prima nel 1984 nei Giochi di Los Angeles, quando Team USA era ancora esclusivamente composto da giocatori universitari; la seconda nel 1992 a Barcellona con il leggendario Dream Team. Insieme a lui solo Pat Ewing e Chris Mullin hanno vissuto questa doppia esperienza.

5, il meno noto dei numeri di maglia di Michael Jordan

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Tra i numeri di maglia di Michael Jordan, pochi sanno che esiste anche il 5. Risale all’esperienza che, a vent’anni, Michael Jordan fa con la Nazionale degli Stati Uniti ai Giochi Panamericani del 1983 a Caracas, capitale del Venezuela. In quell’agosto gli USA, ancora composti da soli giocatori di college e allenati da Jack Hartman di Kansas State, primeggiano arrivando davanti a Brasile e Messico.

Jordan partecipa al torneo nell’estate tra il suo secondo e terzo anno a North Carolina. La preparazione si svolge a Salina, in Kansas, e include una amichevole contro una selezione NBA allenata da Cotton Fitzsimmons, coach dei Kansas City Kings. Sonoramente sconfitta dai talentuosissimi universitari a stelle e strisce: 112-77, con 30 punti di Michael Jordan.

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