Shams Charania, fenomeno breaking news

Shams Charania di The Athletic e Stadium, tra i più seguiti reporter NBA di oggi, è un fenomeno. Ma non di precocità. Eppure, vista l’età, precoce è proprio come lo definiresti.

Farsi strada fin da teenager nel tritacarne delle breaking news, tanto da essere considerato a 26 anni un insider secondo solo al suo mentore, il grande Wojnarowski, sembra far risaltare più che altro l’anno di nascita (1994) del giornalista di Chicago.

Il suo essere fenomeno, in realtà, risiede in un altro aspetto: lo spirito e la maturità con cui, così giovane, interpreta il suo lavoro. Una mentalità che lo spinge a non fermarsi mai, a dare sempre il massimo, a costruirsi una credibilità giorno dopo giorno. Atteggiamento, questo, con cui ha unito nella sua professione le passioni per il basket e la scrittura.

Che poi non ci sarebbe niente di fenomenale nell’esprimere il meglio di sé in qualcosa che si ama, anzi dovrebbe essere la normalità. Se non fosse che oggi, anche al di là dell’oceano, sfondare nei media a quei livelli, tra concorrenza spietata e disorientanti trasformazioni, sia un’impresa non esattamente abbordabile.

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Foto: AroundTheGame.com.

Shams Charania e il giornalismo NBA

Le cronache NBA ci hanno abituato alle Woj Bombs, le anticipazioni di mercato assolutamente credibili che Adrian Wojnarowski (dal 2017 in forza a ESPN) spara su Twitter. Oggi, ormai, hanno lo stesso pedigree anche le Shams Bombs. Dietro di esse c’è un’incredibile storia americana fatta di istinto, sacrificio, determinazione che ha portato un ragazzo della periferia di Chicago, figlio di immigrati pakistani, a guardare dritto negli occhi le star della NBA.

Il suo profilo Twitter veleggia spedito verso il milione di follower: senza dubbio il social dell’uccellino ha avuto un ruolo determinante nel far conoscere Charania al mondo. Ma non sarebbe corretto affermare che la sua fama dipenda da Twitter, come un influencer qualsiasi. Semmai l’audience a sette cifre è una conseguenza: l’abilità di Shams sta nell’aver agito da giornalista vero, non lesinando sforzi nel mettere su un’affidabile rete di contatti e nel rispettare profondamente la professione. Perché alla fine sono le relazioni e la credibilità che ti fanno accedere alle notizie prima degli altri.

Le tappe della sua ascesa, certo rapidissima ma non casuale, rispecchiano dinamiche e valori chiave per il successo di un giornalista: non aver paura di buttarsi e fare domande. Contattare le fonti senza preoccuparsi che ti chiedano quanti anni hai. Darsi da fare con il networking. Essere sempre corretti e trasparenti. Ritagliarsi uno spazio in territori inesplorati e diventarne un’autorità. Accompagnare il talento con una notevole dose di lavoro duro, dimostrando ambizione, maturità ed equilibrio. Come fa da quando ha iniziato.

Shams Charania con Adrian Wojnarowski ai tempi di Yahoo! Sports / Foto: The Vertical

Gli inizi di Shams Charania

Studente alla New Trier High School, l’adolescente Shams capisce che nel basket giocato non ha chance. Si orienta allora sulla scrittura, in cui eccelle, lavorando per il giornalino della scuola. Ma licei e college non gli interessano: vuole il top, la NBA, i “suoi” Chicago Bulls. A 17 anni ottiene le prime collaborazioni, gratis o quasi, con il blog locale ChicagoNow e poco dopo con RealGM. E scopre le potenzialità di Twitter. Intanto fa anche il receptionist all’ospedale dove lavora sua madre: Shams è un ragazzo come tanti, che cerca di tirare su qualche soldo mentre insegue i suoi sogni.

Parte redigendo brevi profili di giocatori NBA, come fanno tanti appassionati. Ma presto si rende conto che gli manca un aspetto chiave: il campo, la presa diretta, perché il giornalismo non si esaurisce nello stare seduti di fronte a un pc. È perfettamente consapevole che essere presenti è fondamentale, per offrire al lettore qualcosa in più. Le credenziali di RealGM gli aprono le porte di alcuni eventi. A uno di essi, nell’agosto 2012, riesce a fare la sua prima intervista di persona, con Dwyane Wade. Tuttavia, la richiesta di accredito per seguire i Bulls dal vivo è respinta: già troppi media seguono la squadra, non c’è posto.

Shams non si perde d’animo e non pensa al fatto di avere solo diciotto anni: a volte, in questo lavoro, un po’ di presunzione è necessaria. Quindi va a bussare ad altre porte, facilmente raggiungibili in poche ore d’auto, al volante della vecchia Toyota che i genitori, non senza preoccupazioni, gli prestano. I Milwaukee Bucks e gli Indiana Pacers, mercati più piccoli e accessibili, gli concedono il pass: finalmente può seguire la NBA in prima linea.

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Un diciottenne Charania intervista Wade a un evento di beneficenza / Foto: The Athletic.com.

L’ascesa e il successo

La stagione 2012-13, per Shams Charania, è una di quelle da ricordare per sempre: intensa, sfiancante, ricca di certezze come di dubbi, di momenti di esaltazione come di sconforto. Ma decisiva per il futuro. È iscritto al primo anno di università (Loyola Chicago) e cerca di cavarsela come può tra lezioni ed esami. In realtà, spesso rientra a casa guidando a notte fonda dopo aver seguito una partita e scritto i pezzi per RealGM. I dubbi non mancano: in autostrada pensa spesso ai compagni di corso intenti a studiare o, nelle serate libere, a divertirsi, mentre lui fa un’altra vita e guadagna poco. Si chiede se vale la pena andare avanti.

Però, è il momento di crederci fino in fondo. Le arene NBA sono il suo terreno di gioco: a ogni serata conosce gente, fa interviste, instaura relazioni, realizza piccoli scoop su trasferimenti di giocatori minori e cambi di agente. I giornalisti più importanti dei principali network, tra cui Lee Jenkins e Brian Windhorst di ESPN, notano questo ragazzo così tenace, colpiti dal fatto che si sbatta così tanto dietro a notizie che sembrano non interessare a nessuno.

Pian piano la rete si allarga e i piccoli scoop diventano sempre più grandi. Come quando Shams bracca nel parcheggio Brandon Jennings, fresco di eliminazione ai playoff, e ottiene da lui la notizia dell’addio a Milwaukee. Oppure quando a inizio 2014 arriva per primo sulla trade che porta Luol Deng da Chicago a Cleveland. È allora che Wojnarowski gli fa un bel regalo: in un tweet lo battezza “miglior giovane reporter sulla piazza“. Da quel momento le maggiori piattaforme sportive della nazione si interessano a Charania: a settembre 2015 accetta l’offerta di Yahoo! Sports per lavorare con il suo maestro Woj. Finalmente può monetizzare gli sforzi compiuti finora. E la coppia Woj-Shams si prepara a dominare le breaking news NBA.

Il resto è storia

In questo mondo, gli scenari cambiano in fretta. Nel 2017 Wojnarowski viene assunto da ESPN e così Shams Charania diventa la prima firma NBA a Yahoo! Sports. Tra lui e Woj, ora su sponde opposte, nasce una sorta di amichevole rivalità, ulteriormente amplificata dal pubblico che si diverte a creare il dualismo. La differenza di età tra i due ex colleghi è notevole, ma quella giornalistica praticamente annullata. E presso i lettori affamati di breaking news anche Shams è ormai una celebrità.

Nell’estate 2018 tocca a Charania apprestarsi a una nuova sfida. In procinto di lasciare Yahoo!, che lo ha lanciato al top del giornalismo NBA, non segue Wojnarowski a ESPN e accetta invece la proposta di The Athletic come Senior NBA Insider, qualifica che a 24 anni non può non meravigliare. Nel sito creato da Alex Mather and Adam Hansmann, Shams vede un’importante opportunità di crescita: sa benissimo di avere ancora molto da imparare. Non solo: la sua volontà di esplorare nuove strade lo porta ad affiancarci una collaborazione a Stadium, altro nuovo progetto digitale che fa largo uso di video, con cui intende mettersi alla prova davanti alla telecamera con stand-up e interviste. E il resto, come si suol dire, è storia.

Oggi Shams Charania, che nel 2017 è riuscito pure a laurearsi alla Loyola Chicago, è uno dei più accreditati reporter NBA ed è destinato a un futuro ancor più luminoso. Il suo percorso di successo è stato veloce, ma non ha saltato alcun passaggio, non ha mai preso scorciatoie, capitalizzando ogni occasione per salire di livello, raccogliendo i frutti delle relazioni stabilite fin da quando non era ancora maggiorenne. Dai primi articoli per il giornalino liceale alle interviste con le superstar, dai primi tweet agli scoop di mercato. Il talento da solo non basta, se non si legittima con il lavoro duro e soprattutto il rispetto per il giornalismo: la storia di Shams è troppo bella per non credere che con la determinazione si possano realizzare i propri sogni.

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Foto: Awfulannouncing.com.
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