Dall’adrenalina dei trionfi sul parquet al lavoro, altrettanto complesso e affascinante, di chi motiva imprenditori e manager. Simone Pianigiani ha intrapreso da tempo una nuova traiettoria professionale come consulente e speaker ed espone le sue idee nel libro Essere coach. Il viaggio dell’allenare tra sport e azienda.
Pubblicato nell’autunno 2025 da ROI Edizioni – la stessa casa di Lasciatemi perdere di Riccardo Pittis – e con prefazione di Marcello Lippi, Pianigiani mette per iscritto principi e riflessioni maturati nel corso di una carriera nel basket ad altissimo livello, ma trasferibili in ogni realtà dove sia richiesto di costruire team e di guidarli verso un risultato.
Dall’epopea alla Mens Sana Siena, iniziata dal minibasket e culminata con scudetti e Final Four di Eurolega, alla Nazionale e alle esperienze all’estero e a Milano, il tecnico toscano racconta l’ascesa che lo ha consacrato tra gli allenatori italiani più vincenti. Ma, soprattutto, spiega come quel bagaglio lo abbia avvicinato al mondo delle imprese. Nel volume rielabora i temi sviluppati negli anni in occasione di incontri e speech in aziende, derivati dal suo vissuto nella pallacanestro.
Essere coach non è un libro sul basket, ma neppure un classico libro di management o self help. Si muove nello spazio d’incontro tra due mondi, sportivo e aziendale, che oggi sempre più spesso condividono – o dovrebbero condividere – dinamiche e obiettivi.
Sport e azienda: due mondi che si incontrano
“Più azienda nello sport, più sport nelle aziende” è il filo conduttore che attraversa l’intero libro. Ogni esperienza di campo diventa un’occasione per estrarre insegnamenti applicabili altrove. Tali lezioni sono sintetizzate lungo i capitoli in “lavagne tattiche” che fissano i concetti essenziali dell’idea di leadership dell’autore.
Nella contemporaneità, tra competizione crescente e cambiamenti fulminei, la convergenza tra sport e aziende è sempre più urgente. Lo sport richiede una mentalità manageriale per gestire sistemi complessi, caratterizzati da professionalità articolate. Al contempo, le aziende hanno bisogno di una mentalità smart fatta di capacità di adattamento, reattività e gestione della pressione che è propria dello sport.
Il punto di intersezione è evidente: in entrambi i casi si tratta di costruire squadre. Mettere insieme persone diverse, valorizzarne le abilità individuali e portarle a performare come un sistema coeso, facilitando tutti i processi.
In quest’ottica, il ruolo dell’allenatore si è evoluto. Le sole competenze tecnico-tattiche non bastano più. Il coach è portatore di una visione più ampia, che include imprescindibilmente la gestione delle persone e la creazione di relazioni sane e funzionali.
Simone Pianigiani e il viaggio da coach
Classe 1969, Simone Pianigiani ha conquistato oltre venti titoli in quattro differenti paesi, affrontando sfide, vittorie e momenti di crisi. Se il suo nome resta legato soprattutto allo straordinario ciclo di Siena, il libro restituisce spazio anche ad altre tappe significative, meno ricordate dal pubblico: Fenerbahçe, Hapoel Gerusalemme, Olimpia Milano, la Nazionale e un passaggio in Cina.
Tutte esperienze accomunate dalla necessità di adattarsi e costruire ogni volta un equilibrio in base al contesto e alle risorse disponibili. Oggi Pianigiani trasferisce il suo know-how fuori dal campo: formazione per tecnici di varie discipline sportive, conferenze in università e speech per aziende e multinazionali sui temi del team building e della leadership.
Il libro mostra il “viaggio dell’allenare”: come formare un gruppo coeso, valorizzare i talenti individuali, affrontare la pressione, trasformare l’errore in crescita e coltivare una mentalità vincente. Dai fondamentali – avere un obiettivo chiaro e dare il massimo per raggiungerlo – fino ad aspetti più sottili come l’equilibrio emotivo e la cultura dell’eccellenza quotidiana.
Perché allenare, nella visione di Pianigiani, vuol dire non fermarsi mai. Significa restare in movimento, aggiornarsi, mettersi in discussione, non smettere di imparare. È un processo continuo che non si esaurisce nei risultati, ma vive nella ricerca costante di miglioramento e riguarda chiunque abbia la responsabilità di guidare altre persone.
